TWT – Stagione 2014

TWT – Stagione 2014

F_M_Halford

Abbiamo deciso di dedicare la Facciata dei permessi 2014 per la Tail Water Tevere a F.M.Halford, saranno stampati su carta riciclata e ad un colore solo, il seppia. Mentre il mondo và avanti ad un ritrmo quasi insostenibile, in un certo senso abbiamo deciso di far un passo indietro. Forse è quello che dovrebbe fare tutti, almeno per riflettere un poco ed a maggior ragione se impugnano una Canna da Mosca. Di seguito incollo uno scritto, quello che fu letto prima dell’indimenticabile “Jam Session” dell’ultima edizione del WTO che è un invito a riflettere su cosa significa sul serio, almeno dal nostro punto di vista, impugnare….. una canna da mosca :

PESCARE CON LA MOSCA  … Immenso orizzonte e dettaglio minimalista. Francesco d’Assisi, probabilmente. Pescare con la mosca è un insieme, un tutt’uno. Senti vibrare i ciottoli sotto le suole chiodate, senti i portasassi stridere, le ninfe nuotatrici sbattere con violenza sui tuoi waders. Respiri con le branchie dei pesci e ne senti le paure o l’incoscienza del momento. Ogni pescatore che liberi il proprio campo sensoriale da staticità e formalismo è un pescatore fortunato. Eletto.

Prendi la memoria, per esempio. In pesca la memoria è mendace. Determina consuetudini e affezioni. Ricicla noi stessi. Sulla memoria fa leva il riutilizzo di patrimoni culturali noti.

La memoria ci fa pescare bendati. In un attimo riconosciamo e focalizziamo il contenuto espressivo dell’esperienza che stiamo vivendo.

La percezione dell’acqua, i movimenti, le schiuse le viviamo in memoria.

Essa non è l’archetipo primario, è la sua intellettualizzazione.

Ci fa percorrere con sicurezza i binari del viaggio di pesca senza consentire digressioni.

Scegli tra le mosche note nella scatola. Non le interpreti più così come non interpreti più la situazione. La leggi e basta.

In acqua un pescatore lo è davvero quando diventa insieme archetipo e memoria. Un grande pescatore poi è sturm un drang, è romantico e medievale, è un pittore fiammingo, è un italiano del 1200, un cultore della prospettiva immaginifica del rinascimento, è cuore e intelletto.

I segni, l’iconografia delle genti che molto prima di lui hanno dovuto segnare il proprio passaggio lungo quello stesso fiume vanno cercati.

Basta guardare e vederli. Sentirli.

La pesca a mosca allora si mostra per quello che realmente era e sarà.

Un atto di richiamo del rispetto. Rispetto per la datazione.

L’età è qualcosa che stratifica, esperisce.

Se guardi un pescatore anziano, ma attenti a guardarlo bene perché potrebbe avere trent’anni, se guardi un pescatore anziano, guardi un affresco di scuola umbra.

Guardi Giotto, guardi Giovanni dalle Bande Nere e le sue devastanti azioni notturne, è calmo, concentrato, rilassato e seducente.

Determinato. E’ in equilibrio. Armonico nei gesti diventa letale nelle mosse e ha i tempi giusti. Smette di pescare e osserva quando ancora tu frusti l’aria senza motivo. Ha già visto ciò che tu cerchi. E ti parla con amore vero. Il problema è che tu non ascolti. Senti e basta. Sei il padrone che scaccia Caravaggio. E lui se ne va.

PESCARE CON LA MOSCA … Quella sera sulla piana, l’acqua correva bassa e lentissima, un cristallo dove si specchiavano i primi segni di un autunno precoce.

Un filo di nebbia sospeso sulla corrente sembrava dividere il giorno dal crepuscolo ormai imminente, ma anche me dal resto del mondo.

Immerso fino alla vita nell’elemento liquido mi sentivo al tempo stesso in simbiosi ed intruso di quella atmosfera ancestrale.

I pesci cominicarono numerosi a disegnare i loro cerchi sull’acqua, evanescenti effimere si stavano schiudendo alla loro breve vita aerea.

Nel passato di anni trascorsi sui fiumi avevo raffinato per queste circostanze tecnica ed artificiali fino alla perfezione assoluta.

Quella sera avevo in mano la mia vecchia canna di legno ed il mondo intero.

Ero con me stesso di fronte all’essenza.

PESCARE CON LA MOSCA  … Pescare nel buio più assoluto è ripetere i gesti rituali del lancio a memoria, è affidarsi solo al tatto ed all’udito, agli istinti primordiali. Lanciare nel buio è far volteggiare in aria la propria esperienza, il proprio passato di anni trascorsi sui fiumi. Nel buio la tua mosca diventa l’estensinoe della tua mente.

PESCARE CON LA MOSCA  … Ora la tua mosca galleggia all’ombra della riva, sai bene che fra poco qualcosa di magico potrebbe accadere. Poi un esplosione di vita e di colori, attesa ma arrivata improvvisamente. E’ allora che il fiume si ferma ed è il paesaggio che comincia a scorrere. Siamo portatori di un grande privilegio. Poi una breve lotta ed il pesce… è libero.

(Mauro Raspini & Enrico Barbagli)

PESCARE CON LA MOSCA …… E’ armonia, e l’armonia è quella dell’universo fantastico in cui viviamo, che vibra come musica.

Ed allora… facciamola questa musica.

EP_Fibers_WTO_2010

Un pensiero su “TWT – Stagione 2014

  1. Come al solito hai colto nel segno, mi accomuna a voi il modo di vivere la Pesca a Mosca, sono tempi difficili sia per il vivere comune che per la nostra passione, ma ogni tanto leggere le tue righe mi aiuta ad andare avanti con il mio sforzo nel cercare di far capire ai vecchi e ai giovani pescatori che si avvicinano a questa arte i valori che la caratterizzano.
    Aggiungo, che, Pescare con la Mosca e’ faticoso, faticoso imparare a lanciare, conoscere le correnti e vincerle, faticoso conoscere gli insetti ed i pesci, e imparare a pensare da pesce. Ma la cosa più faticosa di tutte è capire che non si sta pescando solamente per catturare i pesci ma per catturare un attimo, sintesi di tutti gli sforzi fatti, che resterà impresso nella tua mente per sempre.

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