TWT – STAGIONE 2016

TWT_2016

 

La ZRS Tail Water Tevere aprirà Domenica 1 Maggio 2016 e chiuderà Sabato 31 Dicembre 2016.

I Permessi di pesca per la ZRS Tail Water Tevere sono in vendita presso :

1) Blu Bar, presso il distributore AGIP e METANO di Sansepolcro, 100 metri dall’uscita E45 Sansepolcro SUD in direzione ANGHIARI o AREZZO per la statale 73. Il Bar è aperto dalle 5.00 alle 21.00 tutti i giorni della settimana tranne la DOMENICA

2) Agriturismo Podere Violino – Per chi esce dalla E45 Sansepolcro SUD, proseguire sulla statale 73 in direzione ANGHIARI o AREZZO, superato il ponte sul Tevere, proseguire per circa un Km fino alla rotonda della zona industriale e svoltare in direzione dello stabilimento Buitoni, seguire le indicazioni. Aperto 7 giorni su 7

3) Alimentari TIBERINO – Località S.Fiora – Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 6.30 alle 20.00

4) Negozio PescaStore di Menci Gino – Viale Osimo N.9 Sansepolcro – Tel. 0575 736030

Accesso :

Ai sensi della L.R.48/94 modificata con L.R. 26/98 è fatto assoluto divieto di parcheggiare in alveo. Utilizzare a tale scopo solo gli argini maestri.

Permessi :

Il Costo del Permesso di pesca giornaliero Tail Water Tevere per la stagione 2016 è di 40 Euro. Per titolari di tessere in corso di validità delle Associazioni Nazionali FIPSAS o ARCI-PESCA o ENAL-PESCA o del Club gestore Mosca Club Altotevere è previsto uno sconto di 25 Euro. La tessera del Club Gestore può essere reperita negli stessi punti vendita dei permessi al costo di 25 Euro. Sottoscrivere la Tessera Associativa del Mosca Club significa sostenere il Club. Il Mosca Club Altotevere è affiliato a FIPSAS, sottoscrivendo la tessera del Mosca Club Altotevere si ha diritto senza aggravio di costi ad ottenere la tessera FIPSAS, inviando un SMS allo 328 7156186 e Indicando Cognome e Nome, Indirizzo, N° Tessera MCAT ed e-mail, riceverete in 24 ORE la Tessera FIPSAS con validità NAZIONALE per tutte le acque FIPSAS. Lo stesso si può ottenere inviando una e-mail con gli stessi dati ad [email protected]

TWT – Stagione 2015

Apertura TWT – 2015

Copertina_2015

Eccoci ancora qua… la TWT aprirà il 1° Maggio. La Copertina dei Permessi 2015 è una elaborazione grafico-onirica dell’incommensurabile Gian Enrico Barbagli…. “La scatola dei Desideri” … che nella realtà è una della bacheche dove sono custoditi i “TESORI” del WTO e soprattutto l’idea di “UNIRE” l’arte di Piero della Francesca nato sul Tevere e le “Fully Dressed”, patrimonio della TRADIZIONE! Mi verrebbe da dire che non è stato facile, tutti dovrebbero essere consapevoli degli stravolgimenti Istituzionali già avvenuti ed in corso. Intanto godiamoci questo nuovo anno, sottolineo QUESTO 2015 !!! A mio parere sarà ECCELLENTE, non ci sono state PIENE significative dovute a rilasci in emergenza dalla DIGA, e di questo gioveranno di certo le SCHIUSE DI INSETTI, quelle a cui il Pescatore con la Mosca deve la sua vera ESSENZA e fonte di GIOIA … la sfida ! Proprio IERI sono stati visti i primi Temoli in frega… ma il posto non ve lo dico… troppi curiosi potrebbero disturbare gli amori in corso. Anche la Frega delle Trote è stata buona, ci piace sperare di pubblicare al più presto, anche sui Social Network legati al TWT, le foto delle prime NATE in TWT. Già, i Social Network…. Croce e Delizia. Relativamente a questo argomento voglio solo aggiungere… facciamone buon USO ! Per condividere GIOIA e INFORMAZIONI utili alla nostra comune PASSIONE. Per il resto è necessaria solo FIDUCIA, FIDUCIA in chi ha dato tanto in questi anni e continua a farlo perchè questa realtà continui a vivere e regalarci momenti di Gioia Intensa e Genuina, la NOSTRA Gioia del Vivere… La nostra GIOIA è fatta di un lancio perfetto all’ombra della riva…  addirittura secondo le “nostre” concezioni del lancio… sempre rispettabili…. la mosca in deriva… l’attesa….. l’imitazione PERFETTA che magari hai “… pensato intensamente …” e fatto al MORSETTO nelle lunghe serate invernali…. forse ne avrà ragione ! Quella improbabile ma “attesa” esplosione di vita e di colori…. forse ci darà ragione delle nostre scelte, della nostre “illusioni” che quella era la mosca giusta ! Se Perdiamo o DIMENTICHIAMO questo… è semplicemente…. la fine. Viviamo di ILLUSIONI… Ve lo site dimenticato?  Noi questo anno FESTEGGIAMO 25 anni di Mosca Club, una storia di Vita ed Amicizia incredibile quanto RARA nella durata, e anche 10 anni dal primo WTO. Quello che ha significato il WTO è scritto sulla copertina dei permessi… e qui SONO disposto a confrontarmi con CHIUNQUE !!! Senza presunzione ma con CONSAPEVOLEZZA COSTRUTTIVA, sottolineo COSTRUTTIVA. Noi, CREDETEMI, abbiamo sempre fatto DEL NOSTRO MEGLIO, che purtoppo a volte può NON coincidere col MEGLIO POSSIBILE, ne siamo CONSAPEVOLI, siatelo anche VOI. Lo abbiamo fatto con un solo intento, credendo che era per il “IL BENE DI TUTTI !!!!!!” . Continuo a CREDERE che CHI HA SCELTO di Pescare con la Mosca lo ha fatto perchè alla RICERCA di un momento di INTIMITA’, con se STESSO e con il FIUME. Con se STESSI e con i FIUMI non ha senso essere IPOCRITI o EGOISTI o peggio OPPORTUNISTI !!!! Aggettivi sempre più comuni nel mondo che vive di fretta e senza pensare abbastanza prima di parlare o peggio SCRIVERE… sui SOCIAL NETWORK !! Per COSTRUIRE ci vogliono ANNI DI DURO LAVORO, e NON E’ UNA COSA FACILE, per DISTRUGGERE BASTA UN ATTIMO, e di questo purtroppo ne SONO CAPACI TUTTI…  grazie ANCHE ai Social Network. A volte IN MODO INCONSAPEVOLE… ma purtroppo il mondo funziona così…  Occorre avvicinarsi al FIUME con UMILTA’, accettando il REGALO che LUI ci vorrà fare nel momento in cui ci troveremo lì. Il FIUME ha i suoi cicli vitali, le sue regole quasi ESOTERICHE, che occorre sapere interpretare, ed in questo IL PESCATORE CON LA MOSCA è MAESTRO, o comunque DOVREBBE ESSERLO !! Non sempre il “MOMENTO MAGICO” del FIUME è in sintonia col nostro tempo libero o i Km fatti per raggiungerlo. Anche questa è una cosa che il Pescatore a Mosca “DOVREBBE” conoscere bene. “DOVREBBE”… forse sta qui il vero problema del nostro tempo… che lasciatemelo dire… condizionerà MOLTO il futuro di realtà come il TWT. Da parte nostra stiamo INVESTENDO tutte le nostre RISORSE nei PROGETTI CON LE SCUOLE, anche questo anno avremo decine di Scolaresche sul FIUME, ed è iniziato un lavoro bellissimo che si intitola “IL TACCUINO DEL FIUME… CHE E’ ANCHE TUO”. Il FUTURO è nelle mani delle nuove generazioni, e potremmo almeno dire di averci provato. In confidenza, se il TWT ancora ESISTE, si deve anche e soprattutto a questo… a tanti ragazzini che dopo una giornata trascorsa sul fiume, dopo avere visto un campionamento di insetti e visto schiudere una Effimera nelle loro mani, un campionamento di pesci, averli misurati e toccati con le “mani”, una mosca costruita per imitare quei piccoli esseri dalla vita complicata e misteriosa che consente di ingannare i “pesci” per poi ridargli la libertà…. hanno scritto sul TEMA PER CASA… Il più bel giorno della mia vita. Le loro famiglie … se ne sono accorte e ci SOSTENGONO… Sulla stessa FILOSOFIA non dovete mancare al RADUNO EUROPEO IBRA di Fine Maggio, ai corsi di Lancio e Costruzione di cui dettaglieremo il Calendario… ed al prossimo WTO… a cui lavoriamo da tempo. Ci sono stati e ci sono MOMENTI in cui i peggiori NEMICI erano gli STESSI PESCATORI A MOSCA! In poche parole, ciò che serve per continuare è facile o difficile da capire se vogliamo, ma l’assurdo è che in molti casi i PEGGIORI NEMICI DEL TWT sono stati i Pescatori STESSI! Questo è assurdo ! Il motivo ? POCA CONSAPEVOLEZZA ! Parola Magica… Cercare su WikiPedia. Vi voglio lasciare così, con un messaggio di SPERANZA.

Mauro Raspini e le “EFFIMERE” del Tevere

Veniamo alle NEWS :

- Da questo anno c’è un nuovo punto di vendita dei PERMESSI TWT. E’ l’Alimentari Tiberino, in zona S.Fiora. Aperto dal Lunedì al Sabato dalle 6.30 alle 20.00 in cui oltre ad acquistare il Permesso di Pesca e la Tessera MCAT potrete deliziarvi con le specialità della casa.

- Abbiamo anche risolto nel migliore dei modi la annosa questione TESSERA FIPSAS. Con la Tessera del MCAT, inviando un SMS allo 328 7156186 e Indicando Cognome e Nome, Indirizzo, N° Tessera MCAT ed e-mail, riceverete in 24 ORE la Tessera FIPSAS con validità NAZIONALE per tutte le acque FIPSAS. Lo stesso si può ottenere inviando una e-mail con gli stessi dati ad [email protected]

Poi, ultimo scritto perchè consapevole che solo chi li legge fino in fondo… gli interessa davvero… ma PRIMO dei mie pensieri, il ricordo di un amico, MIO e del TWT, che ci ha lasciato IMPROVVISAMENTE e con un dolore INCOLMABILE e spunto di RIFLESSIONE sulla VITA, quindi infine un … INSEGNAMENTO di cui FARE TRESORO! Parlo di Giacomo Caiani. Per chi lo conosceva sul “serio” … non devo aggiungere nulla. Per chi non lo conosceva… non posso raccontarglielo in poche righe o molte righe…  quindi mi sforzo di fare una sintesi : Se i Pescatori a Mosca fossero tutti come GIACOMO CAIANI… il mondo sarebbe MIGLIORE… anzi PERFETTO! Quello che abbiamo fatto d’istinto ed ISTITUZIONALMENTE è dedicargli il più bel POSTO del fiume, quello più difficile… quello che in TWT rappresenta l’essenza del NOSTRO modo di Pescare a Mosca, quello che LUI ci andava e diceva…. “Bucaioli… qui unnè pè tutti…. apposta gliellè sempre libero…”. Il Piccolo UNEC ha ora una DECLINAZIONE del luogo in questione, proprio dove GIACOMO metteva i piedi e dove “… sapeva aspettare… ed interpretare… ” ma dove si sapeva anche accontentare di una “… giornata perfetta e senza vento, l’acqua cristallina come non mai e una schiusetta di BWO… le “maledette” le chiamava lui… senza poi battere un chiodo, anche se a lui accadeva di rado…” e quando accadeva… era un motivo per ritornare… al più presto…  con qualche modifica all’imitazione che fino a ieri sembrava perfetta ! In Giacomo c’era l’ESSENZA della Pesca a Mosca ! Ora c’è la Piana del Caiani, sui Cartelli e sui Permessi, a ricordare a tutti … cosa significa “AVERE UNA CANNA DA MOSCA IN MANO”. Meditate… meditate sulla Vita, sulla Pesca a Mosca e soprattutto su…. QUEL CHE CERCATE QUANDO PESCATE CON LA MOSCA “FINTA”. Giacomo, TVTTB ed hai lasciato un vuoto INCOLMABILE ! Parlo per ME ma anche per chi la PENSA come ME! Ci vediamo sul fiume, in bocca al lupo… e se Metterete i Piedi dove li Metteva GIACOMO….. NON PESCATE…. AU FIL ! Ma solo… a SECCA !!!! Poi anche IO pesco a NINFA a volte, anche se solo a vista… ma NON nella PIANA DEL CAIANI  !!!

 

 

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TWT – Stagione 2014

TWT – Stagione 2014

F_M_Halford

Abbiamo deciso di dedicare la Facciata dei permessi 2014 per la Tail Water Tevere a F.M.Halford, saranno stampati su carta riciclata e ad un colore solo, il seppia. Mentre il mondo và avanti ad un ritrmo quasi insostenibile, in un certo senso abbiamo deciso di far un passo indietro. Forse è quello che dovrebbe fare tutti, almeno per riflettere un poco ed a maggior ragione se impugnano una Canna da Mosca. Di seguito incollo uno scritto, quello che fu letto prima dell’indimenticabile “Jam Session” dell’ultima edizione del WTO che è un invito a riflettere su cosa significa sul serio, almeno dal nostro punto di vista, impugnare….. una canna da mosca :

PESCARE CON LA MOSCA  … Immenso orizzonte e dettaglio minimalista. Francesco d’Assisi, probabilmente. Pescare con la mosca è un insieme, un tutt’uno. Senti vibrare i ciottoli sotto le suole chiodate, senti i portasassi stridere, le ninfe nuotatrici sbattere con violenza sui tuoi waders. Respiri con le branchie dei pesci e ne senti le paure o l’incoscienza del momento. Ogni pescatore che liberi il proprio campo sensoriale da staticità e formalismo è un pescatore fortunato. Eletto.

Prendi la memoria, per esempio. In pesca la memoria è mendace. Determina consuetudini e affezioni. Ricicla noi stessi. Sulla memoria fa leva il riutilizzo di patrimoni culturali noti.

La memoria ci fa pescare bendati. In un attimo riconosciamo e focalizziamo il contenuto espressivo dell’esperienza che stiamo vivendo.

La percezione dell’acqua, i movimenti, le schiuse le viviamo in memoria.

Essa non è l’archetipo primario, è la sua intellettualizzazione.

Ci fa percorrere con sicurezza i binari del viaggio di pesca senza consentire digressioni.

Scegli tra le mosche note nella scatola. Non le interpreti più così come non interpreti più la situazione. La leggi e basta.

In acqua un pescatore lo è davvero quando diventa insieme archetipo e memoria. Un grande pescatore poi è sturm un drang, è romantico e medievale, è un pittore fiammingo, è un italiano del 1200, un cultore della prospettiva immaginifica del rinascimento, è cuore e intelletto.

I segni, l’iconografia delle genti che molto prima di lui hanno dovuto segnare il proprio passaggio lungo quello stesso fiume vanno cercati.

Basta guardare e vederli. Sentirli.

La pesca a mosca allora si mostra per quello che realmente era e sarà.

Un atto di richiamo del rispetto. Rispetto per la datazione.

L’età è qualcosa che stratifica, esperisce.

Se guardi un pescatore anziano, ma attenti a guardarlo bene perché potrebbe avere trent’anni, se guardi un pescatore anziano, guardi un affresco di scuola umbra.

Guardi Giotto, guardi Giovanni dalle Bande Nere e le sue devastanti azioni notturne, è calmo, concentrato, rilassato e seducente.

Determinato. E’ in equilibrio. Armonico nei gesti diventa letale nelle mosse e ha i tempi giusti. Smette di pescare e osserva quando ancora tu frusti l’aria senza motivo. Ha già visto ciò che tu cerchi. E ti parla con amore vero. Il problema è che tu non ascolti. Senti e basta. Sei il padrone che scaccia Caravaggio. E lui se ne va.

PESCARE CON LA MOSCA … Quella sera sulla piana, l’acqua correva bassa e lentissima, un cristallo dove si specchiavano i primi segni di un autunno precoce.

Un filo di nebbia sospeso sulla corrente sembrava dividere il giorno dal crepuscolo ormai imminente, ma anche me dal resto del mondo.

Immerso fino alla vita nell’elemento liquido mi sentivo al tempo stesso in simbiosi ed intruso di quella atmosfera ancestrale.

I pesci cominicarono numerosi a disegnare i loro cerchi sull’acqua, evanescenti effimere si stavano schiudendo alla loro breve vita aerea.

Nel passato di anni trascorsi sui fiumi avevo raffinato per queste circostanze tecnica ed artificiali fino alla perfezione assoluta.

Quella sera avevo in mano la mia vecchia canna di legno ed il mondo intero.

Ero con me stesso di fronte all’essenza.

PESCARE CON LA MOSCA  … Pescare nel buio più assoluto è ripetere i gesti rituali del lancio a memoria, è affidarsi solo al tatto ed all’udito, agli istinti primordiali. Lanciare nel buio è far volteggiare in aria la propria esperienza, il proprio passato di anni trascorsi sui fiumi. Nel buio la tua mosca diventa l’estensinoe della tua mente.

PESCARE CON LA MOSCA  … Ora la tua mosca galleggia all’ombra della riva, sai bene che fra poco qualcosa di magico potrebbe accadere. Poi un esplosione di vita e di colori, attesa ma arrivata improvvisamente. E’ allora che il fiume si ferma ed è il paesaggio che comincia a scorrere. Siamo portatori di un grande privilegio. Poi una breve lotta ed il pesce… è libero.

(Mauro Raspini & Enrico Barbagli)

PESCARE CON LA MOSCA …… E’ armonia, e l’armonia è quella dell’universo fantastico in cui viviamo, che vibra come musica.

Ed allora… facciamola questa musica.

EP_Fibers_WTO_2010

la dissoluzione della Pesca a Mosca ???

DIssoluzione

A GRANDISSIMA RICHIESTA, PUBBLICO L’INTERVENTO ALLA CONFERENZA DI ASCOLI PICENO “2° FLY MEETING” 28-29 Settembre 2013 - Grazie a tutti, soprattutto a Walter Luzi…. UN PURO come tutti i suoi!!

 

SLIDE 1 – La DISSOLUZIONE della Pesca a Mosca

 

Ringrazio tutti anticipatamente. Mi è stato chiesto di dire la mia sulla “Evoluzione della Pesca a Mosca e sue DEGENERAZIONI”. Più elegantemente se vogliamo, preferirei parlare di “DECADIMENTO CULTURALE”, che per certi versi è un sostantivo ancora più grave. Più grave perché questo si riflette pesantemente anche su un altro aspetto fondamentale, quello da cui ogni pescatore, indipendentemente dalla tecnica che utilizza, non si dovrebbe esimere dal mettere al primo posto in assoluto, cioè la “CORRETTA” fruizione e gestione dei fiumi. Se ho citato anche questo aspetto è perché i temi sono indissolubili, ed i Pescatori a Mosca hanno oggi più che mai una grossa responsabilità.

 

1)      Il DECADIMENTO CULTURALE sta dissolvendo il Pescatore a Mosca come lo abbiamo sempre conosciuto.

2)      Il DECADIMENTO CULTURALE si ripercuote PESANTEMENTE sulla gestione dei fiumi.

 

SLIDE 2 – RADICI

 

Bella occasione per citare due righe da un mio lavoro del passato a cui tengo moltissimo perché è davvero per questo che IO ho cominciato io a Pescare con la Mosca :   “… tutto cominciò durante una primavera di molti anni fa, quando Scott, passeggiando in riva al fiume, si fermò ad osservare uno sconosciuto che disegnava leziosi arabeschi in aria con una strana lenza. Scott doveva imparare, come sempre, tutto e subito di quel mondo che si rivelerà affascinante,  in simbiosi con l’universo degli organismi acquatici, fatto di minuscole perfezioni artificiali, di regole non scritte, di uno scopo non apparente visto che il pesce veniva accuratamente rilasciato. Scott può dire di avere iniziato a costruire mosche artificiali prima ancora di imparare a farle volteggiare in aria e sull’acqua, e a distanza di anni il morsetto da costruzione rimane per lui il luogo di meditazione preferito.”

 

SLIDE 3 – I 3 PUNTI FONDAMENTALI

 

La frase poetica che vi ho appena letto contiene dal mio punto di vista il tutto. La Pesca con la Mosca è fatta SEMPLICEMENTE di 3 cose.

 

1)      La bellezza del lancio e l’armonia che esso contiene e che è necessaria, che è necessario fare propria.

2)       Le “mosche artificiali”, quelle che imitano gli “insetti” del fiume.

3)      Noi stessi! Cosa andiamo cercando fra i rivoli della corrente? O meglio, perché peschiamo o vorremmo Pescare con la Mosca?

 

Oggi chi decide di avvicinarsi a questo fantastico mondo ha possibilità pressoché infinite, eventi, club, riviste, scuole di lancio o costruzione e se a questo aggiungiamo le potenzialità del WEB siamo per assurdo di fronte AL VERO PROBLEMA, sapere o potere DISTINGUERE dove stanno le vere radici della nostra passione. In altre parole, soprattutto per il NEOFITA è difficile distinguere la QUALITA’ dalle STUPIDAGGINI. Soprattutto nel WEB. La logica del TUTTO E SUBITO, emblema del NOSTRO TEMPO, è il peggior nemico in ogni forma di attività umana. Il mondo del WEB 2.0 ha forse la responsabilità più grossa. Il mio mentore mi disse, “Bene, hai un entusiasmo formidabile, fra 4 o 5 anni potrai dire di essere un Pescatore con la Mosca”. 4 o 5 anni e non 4 o 5 giorni.

 

 

 

 

 

 

SLIDE 4 – IL LANCIO – LA SFIDA PRIMARIA

 

Il concetto della pesca a mosca è sempre stato quello di riuscire a proiettare a distanze importanti delle esche che in pratica sono senza peso. Esche che se lanciate a mani nude stenterebbero ad arrivare ai 20/30 cm di distanza, mentre noi vorremmo che arrivassero a 20 o 30 metri. Ovviamente queste sono distanze al limite, quelle effettive di pesca si aggirano mediamente dai 10 ai 18 metri. Queste esche imitano gli insetti di cui i pesci sono soliti cibarsi, e che, più o meno, hanno lo stesso peso.

 

SLIDE 5 – IL LANCIO – LA SFIDA PRIMARIA

 

È in questo aspetto che la pesca a mosca è diversa da tutte le altre tecniche, avendo la capacità di far raggiungere a queste esche leggerissime le distanze accennate con la possibilità che queste si comportino, sopra o sotto l’acqua, più o meno come si comportano gli insetti, almeno relativamente ai sensi del pesce. Galleggiando in deriva con la corrente, oppure affondando lentamente come un insetto travolto dalle correnti.

In tutte le altre tecniche di lancio il peso che consente la proiezione di una esca  è sempre concentrato in piombi pinzati lungo la lenza, oppure è l’esca stessa ad avere il peso necessario.

 

SLIDE 6 – IL LANCIO – LA SFIDA PRIMARIA

 

Nella pesca a mosca le cose funzionano in modo differente, il peso è ripartito lungo tutto il corpo della lenza, la quale per forza di cose mostrerà un diametro ed una consistenza assai superiore a qualunque filo di nylon, non solo, ma la maggior parte delle lenze sono costruite in modo di avere un peso specifico inferiore a quello dell’acqua, e questo ovviamente permette loro di galleggiare.

Anche l’azione di queste lenze è diversa, poiché la distanza di lancio dovrà essere raggiunta facendo volteggiare questo particolare “cordino”, chiamato coda di topo in Italia e fly line in tutti gli altri paesi, come una sorta di frusta la cui impugnatura è in realtà una canna di flessibilità studiata, di lunghezza media fra i 2 e i 3 metri.

L’abilità che caratterizza il pescatore a mosca e rende questa disciplina spettacolare è proprio quella di far volteggiare avanti ed indietro questa lunga lenza, fino al raggiungimento della distanza di lancio voluta.

 

SLIDE 7 –  OSSERVARE – FOTO PASTURAZIONE

 

Oltre a quello spettacolare esiste un altro lato, meno appariscente, ma di grande fascino. Il pescatore a mosca non forza mai nulla del fiume, non richiama i pesci pasturando con del cibo innaturale, ma cerca di capire lungo le rive del fiume quale cibo in quel momento la natura sta rendendo disponibile ai pesci.

 

SLIDE 8 –  INDAGARE – FOTO INSETTO IN SCHIUSA

 

Tutti sappiamo che i substrati di fiumi e torrenti ospitano tante specie di insetti ed invertebrati acquatici, in particolare molti di questi insetti da acquatici diverranno aericoli, infatti dopo una serie di metamorfosi saliranno in superficie per sfarfallare, involarsi, riprodurre e ricadere in acqua. E’ il fiume che il pescatore a mosca deve indagare. Una volta individuato un insetto preda dei pesci, il Pescatore a Mosca cercherà di costruirne una imitazione di simile peso e consistenza, il resto lo sapete già, dovrà legarlo al finale e lanciarlo ai pesci facendo volteggiare la sua lunga lenza.

 

 

SLIDE 9 – RADICI– VALSESIANA E TENKARA

 

Da che mondo è mondo, questi sono i fulcri sui quali basa la pesca a mosca. Che si parli degli scritti di Eliano, della nostra Valsesiana o della giapponese Tenkara oggi tanto di moda, la pesca a mosca è sempre una tecnica che basa la sua efficacia sul lancio di esche leggerissime, proiettate con l’ausilio di un peso ripartito lungo tutta la lenza. Anche se la parte terminale al quale è legata l’imitazione sarà ovviamente in nylon di diametro decrescente.

Tutti noi che ci siamo avvicinati alla pesca a mosca, lo abbiamo certamente fatto perchè attratti da questo raffinato ed elegante sistema. È difficile osservare un pescatore a mosca in azione e restare indifferenti al curioso spettacolo.

 

 

SLIDE 10 –  I NEOFITI

 

Io non posso sapere oggi come i neofiti vedono la pesca a mosca, ma io, i miei amici, tutti i vecchi pescatori con i quali ho parlato, tutti i pescatori di ogni luogo del mondo che ho conosciuto, intendiamo per pesca con la mosca artificiale esattamente le cose descritte, che, oltre che semplici concettualmente, mi sembrano assolutamente inequivocabili.

 

SLIDE 11 –  I NEOFITI

 

 

Non solo, ma qualunque libro leggiate su questo argomento, che sia scritto da personaggi AUTOREVOLI del passato come Halford, West, Ronalds, De Boisset o Theodore Gordon, o AUTOREVOLI contemporanei come Darrel Martin, Charles Jardine, Taff Price, Mario Riccardi, Piero Lumini, Raffaele de Rosa, Luciano Tosi oppure Norman Mc Lean o Thomas McGUane, per fare un salto nella letteratura narrativa, ma tantissimi altri, la lista potrebbe essere lunghissima, io stesso posseggo 250 volumi, definirà sempre e comunque la pesca a mosca nel modo descritto.

 

SLIDE 12 –  BIZZARRO FENOMENO

 

Oggi sta accadendo un bizzarro fenomeno. Per tre secoli la pesca a mosca si è distinta e sempre più allontanata da tutte le altre tecniche di pesca in funzione delle abilità intrinseche che richiede e della cultura biologica che in un certo qual modo impone agli appassionati, che devono diventare un po’ entomologi ed un po’ etologi. Fino a pochissimo tempo fa, considerata universalmente al vertice delle discipline alieutiche, sembra attualmente oggetto di un’inquietante forma di degrado o come più elegantemente ho cercato di definirlo “Decadimento Culturale”. Vuoi perchè al mondo d’oggi la cultura si sta banalizzando. Per rendere disponibili alle masse dei contesti fino a pochi anni fa prerogativa di persone di istruzione superiore, anziché evolvere la conoscenza, la si superficializza e banalizza, così nella disciplina alieutica svariati aspetti tipici di sistemi di pesca più volgari stanno degradando l’essenza stessa della pesca a mosca. Parlo sia di TECNICA che di ARTIFICIALI.

 

SLIDE 13 –  ESASPERAZIONE DELLE COMPETIZIONI  

 

Nella società dei consumi, l’esasperazione delle competizioni sportive ad alta tecnologia (Formula 1, Ciclismo, Tennis, Sci…) rappresentano il fulcro di prodotti di “largo consumo” perchè usati dai campioni. Nonostante il pescatore dichiari di anelare una sorta di ritorno alla natura, in realtà finisce per replicare le regole della società meccanizzata. Dal mondo dei pescatori a mosca un tempo le gare di pesca e le riserve turistiche erano viste come aberrazioni, oggi invece le gare di pesca fanno scuola e le riserve turistiche e i tratti di pesca facilitata (dalle immissioni di salmonidi d’allevamento) stanno sostituendo gli ambienti naturali, a loro volta abbandonati al degrado, al bracconaggio e all’antropizzazione dei moderni business (vedi ad esempio le centraline).

SLIDE 14 –  LE GARE DI PESCA A MOSCA

 

Le gare di pesca ci hanno regalato la pesca alla polacca o ninfa ceca. Con questa tecnica dalla pesca a mosca sono scomparsi:  il volteggio, sostituito da un ribaltamento della lenza verso monte; la coda di topo, sostituita da un monofilo di nylon, sufficiente a ribaltare la lenza a monte; la canna da mosca, sostituita da una “canna da mosca” di lunghezza ed azione anomala; la cultura entomologica, sostituita da 2 o 3 modelli di ninfe appesantite, niente più insetti emergenti o derivanti in superficie, non parliamo poi di “secca”. Già, appesantite al punto da poterle ribaltare a monte in funzione esclusiva del proprio peso. Ma ancora più brutta è la scomparsa della “distanza di pesca”, l’affascinante conflitto che il pescatore a mosca ha con sé stesso e con la propria abilità di lancio.

 

SLIDE 15 –  LE RISERVE TURISTICHE

 

Con le “Riserve Turistiche” identifico le riserve turistiche propriamente dette, gestite con criteri PRONTA PESCA, ma anche tutti i tratti a gestione speciale o No Kill che dir si voglia, non sono sempre immuni da questo. Spesso l’obiettivo primario non è sempre quello di almeno “cercare” di ripristinare le caratteristiche naturali dell’ambiente. Questi scenari si sono dimostrati maleficamente apprezzati da una inaspettata percentuale di pescatori a mosca, pescatori che non hanno scrupoli nel trovarsi gomito a gomito lanciando a ripetizione “mosche” che imitano il mangime degli allevamenti, oppure fianco a fianco pescano alla polacca con lo stesso ritmo e la stessa cadenza, e la stessa ninfa appesantita in modo innaturale.

 

SLIDE 16 –  LA NINFA CECA O POLACCA

 

Oggi il pescatore che si avvicina per la prima volta alla pesca a mosca rischia di interpretarla solo come “pesca alla polacca”, e anche se dopo qualche esperienza apprende le verità sul sistema, è probabile che continui a pensare che, a parte la mosca secca, la ninfa alla polacca sia l’unica tecnica per pescare con la ninfa, in verità rappresenta solo una sua aberrazione. La vera pesca a ninfa è molto simile alla pesca a secca, sia nel volteggio che nell’approccio al pesce. Si può pescare a ninfa ad ogni distanza possibile e ad ogni livello della colonna d’acqua e ad ogni profondità. Tecniche che richiedono una abilità di lancio ancora più evoluta, un forte senso dell’acqua e l’evoluzione delle percezioni tattili trasmesse dalla deriva della ninfa attraverso la controllata tensione della lenza.

 

 

 

SLIDE 17 –  LA NINFA CECA O POLACCA

Infatti questa falsificazione della pesca a mosca portata dalla ninfa ceca, mettendo alla portata di tutti una tecnica facilitata, ma a brevissima distanza, impedisce l’evoluzione del pescatore verso quelle tecniche di pesca più difficili in assoluto, quali la pesca a ninfa appesantita a distanze estreme con attrezzature medie e pesanti, vertice estremo del sistema classico, vero segreto per la cattura dei veri trofei.

 

SLIDE 18 – LA NINFA CECA O POLACCA

Che questa tecnica di pesca con ninfe appesantite a razzolare sui fondali a pochi metri dal pescatore sia produttiva non può essere messo in dubbio, in ambienti veri con trote selvatiche o rinselvatichite ha scarso successo per forza di cose, invece è particolarmente efficace coi temoli, che è ben più facile avvicinare delle timidissime fario selvatiche, leste a fuggire alla minima perturbazione ambientale, ed ancor più efficace ovviamente negli ambienti ripopolati a bella posta.

 

 

 

SLIDE 19 – PERCHE’ PESCARE A MOSCA ?

 

Ma allora perché pescare a mosca? Vi sono altre tecniche ben più efficaci della pesca a mosca, come la pesca al tocco, che è la versione originale della pesca alla polacca, nella quale si è sostituita l’esca naturale con quella finta. Chi pesca a mosca sa di ricercare un sistema più raffinato, più elegante, più difficile, tecnicamente e culturalmente più evoluto, ed è sempre stato così, almeno fino ad oggi.

 

 

SLIDE 20 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – LA SUBLIMAZIONE ALIEUTICA

 

A differenza di tutte le altre tecniche di pesca infatti la pesca a mosca è caratterizzata da un universo a sé: quello relativo alla capacità di realizzare in proprio le esche, le piccole, leggere ed eteree imitazioni degli insetti e degli invertebrati predati dai pesci, il che presuppone e NON PUO’ PRESCINDERE da una base di conoscenze entomologiche. A dire il vero adesso anche nello Spinning si assiste a questo, ed infatti GUARDA CASO questo ha costituito una grande evoluzione anche CULTURALE fra i suoi appassionati. Per il Pescatore a Mosca il massimo della soddisfazione deriva dal catturare un pesce con l’imitazione costruita in proprio, invece di utilizzare i modelli proposti dal commercio.

L’abilità necessaria a realizzare imitazioni di insetti va naturalmente appresa, occorre che un pescatore più esperto istruisca il neofita, oppure che questi cerchi nei libri i piccoli segreti ed i trucchi del flytyer, come si definisce in lingua inglese il costruttore di mosche artificiali.

 

SLIDE 21 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO TAVOLO DA COSTRUZIONE

 

Chi trova nella pesca a mosca una vera passione scopre ben presto l’irresistibile attrazione di questa disciplina incredibilmente intrigante, capace di inchiodarti per ore ed ore davanti ad un morsetto, tra piume d’uccelli, filati colorati, peli animali e libri di entomologia, con negli occhi l’immagine di un insetto che deriva sul filo della corrente e nella mente la combinazione di piume e peli più adatta a rappresentarlo con la massima semplicità e verosimiglianza possibile. Ecco perché è importante conoscere gli insetti che nascono dalle acque: per poterli rappresentare ed offrirli al pesce, quali irresistibili icone simboli della nostra passione e della nostra creatività. E quando il pesce, aggredendoli, abboccherà, conferirà loro un pizzico di vita, ed a noi l’illusione di averla creata, anche se solo per un istante.

 

SLIDE 22 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO PELLET

 

Perché ridursi a pescare in fiume ed in torrente con questi artificiali? Perché la cattura ad ogni costo, a questo costo? Perché allora e di nuovo Pescare con la Mosca? Quale è lo scopo?

 

 

SLIDE 23 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – MOSE’ DI MICHELANGELO

 

Siamo portatori di un privilegio. Michelangelo Buonarroti, contemplando il suo Mosè al termine delle ultime rifiniture e stupito egli stesso dal realismo delle sue forme, percuotendo col martello il ginocchio della statua esclamò “Perché non parli?”. Il suo desiderio era che “Prendesse VITA”. Un pesce che ghermisce le nostre imitazioni le scambia per vere, quindi gli conferisce la vita, un desiderio precluso anche al sommo artista. Questo è un privilegio incommensurabile di cui siamo o possiamo essere portatori.

 

 

 

SLIDE 24 –  LE MOSCHE ARTIFICIALI – TEMPIO GREGO E GIOCONDA

 

Costruire mosche è un’arte. Personalmente accosto la costruzione delle mosche artificiali alla pittura ed alla architettura e, come ogni artista, è più che legittimo che un costruttore senta la necessità di esprimersi in un modo che appaghi la propria sensibilità, sia dal punto di vista estetico che da quello pratico, strutturale e funzionale. Si tratta quindi di un cammino evolutivo nel quale, come in qualsiasi forma di arte, diventa inevitabile un processo di astrazione che in definitiva costituisce lo stile personale, in questo caso “Stile di Costruzione”. Ma dietro a questo ci DEVE essere della sostanza! In qualunque forma di arte però non si può prescindere dalla cultura del passato, dai contesti storici in cui le conoscenze si sono sviluppate e le tecniche si sono evolute. Quindi occorre anche conoscere “le mosche create dai grandi pescatori del passato. Questo è quello che stiamo ancora una volta perdendo in nome della SUPERFICIALITA’ e della BANALIZZAZIONE, e questo NON DEVE accadere. Il valore della memoria storica in termini di mosche artificiali significa soprattutto “accumulo” di icone ed esperienze non sviluppabili personalmente nello spazio temporale di una singola vita. Alquanto presuntuoso non tenerne conto!

 

SLIDE 25 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – PAESAGGIO E ASTRATTO DI KANDISKY

 

 

E’ quindi e solo con una base storica e culturale vera che la creatività acquista un senso, o meglio “è resa realmente possibile”. La “creatività”, quella al morsetto, diventa il frutto della personale esperienza, ma “deve contenere” anche il passato. Rubando una frase al grande artista, scrittore e designer Bruno Munari “… il prodotto della creatività nasce da relazioni che il pensiero fa con ciò che conosce… questa sarà più o meno fervida se l’individuo avrà più o meno la possibilità di fare relazioni. Un individuo di cultura limitata non potrà mai avere una grande creatività”. Infatti sempre rubando da Munari “…esistono due tipi di novità, una per l’individuo ed una novità assoluta”. MOLTI SEMBRANO ESSERE  IN PREDA  AD UNA SORTA DI DELIRIO : L’INVENZIONE A QUALUNQUE COSTO !!!

Infine aggiungo io, tornado alle mosche, ben vengano le “novità per se stessi” se frutto di un cammino personale, ma prima di metterle o pretendere che vengano messe su di una “rivista di pesca” occorrerebbe… una verifica !! Quanti scrivono “…pur di farlo…” e quanti “… condizionamenti sbagliati possono indurre in chi si avvicina timidamente a questo mondo? “.

Ho letto di EMERGENTI di Stone Fly CON TANTO DI CONSIGLI DI UTILIZZO IN PESCA !!! Ma gli editori VERIFICANO quello che pubblicano? In passato le RIVISTE o le PUBBLICAZIONI erano poche e gli AUTORI FAMOSI E CERTIFICATI !!! Oggi? Proliferazione a dismisura, di tutto e di più, soprattutto nel WEB, a costo ZERO pur di apparire! E la qualità? Il NEOFITA che per la prima volta legge di quale improbabile VERITA’ si appropria?

Tornando al parallelismo con la pittura, il pittore non si può esimere dal conoscere la tecnica, ed il realismo ne è la massima espressione, ma un’opera pittorica è tale anche quando riesce a cogliere e trasmettere senza necessariamente la dovizia dei particolari. L’astrazione è infatti la componente essenziale del percorso di numerosi grandi pittori, gli storici paesaggi naturalistici di Vasilij Kandinskij si dissolvono con il passare degli anni, tela dopo tela, in solo macchie e striature di colore contrastanti. Il pittore spoglia, elimina i particolari fino a far rimanere solo quelli per lui significativi, ma che da soli riescono comunque a dare senso e sensazione del tutto. Questa è semplicemente la descrizione di una “Mosca Artificiale” come deve essere fatta. Un tantino diverso dall’improvvisarsi “pittori” con quattro macchie su una tela al primo tentativo o “costruttori” ed attaccare un ciuffo disordinato di CDC ad un amo con tanto di didascalia “imitazione di Ecdyonurus venosus”. Nessuno nega che poi i pesci li catturi, occorre anche vedere però quali, come e soprattutto quando. Ed infine, perché comunque sminuire e banalizzare l’essenza vera della nostra passione?

 

 

 

SLIDE 26 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO INSETTO METAMORFOSI

 

 

La verità è scritta sempre in libri polverosi. Il “libro polveroso” che amo di più, dove ho trovato l’essenza dell’essenza, la “Pesca con la Mosca” è il The Way Of a Trout With a Fly (1921) del grandissimo George Edward MacKenzie Skues, nato a St. Johns in Nuova Scozia il 13 Agosto 1858. Fra le pagine di questo capolavoro di tecnica e tattica ma soprattutto di attenta osservazione della natura si legge “… supponiamo per un attimo che tutta la conoscenza di secoli venga cancellata, e che il pescatore si sieda al tavolo da costruzione senza nessun riferimento al passato ed al sistema di costruzione delle mosche. Come si potrebbe evolvere?  Credo che la prima cosa sarebbe cercare di capire quali appetiti ed emozioni portano le trote a prendere una mosca artificiale, e concluderebbe sicuramente che i motivi sono (1) Fame (2) Capriccio (3) Curiosità (4) Istinto Predatorio. Per i motivi 2, 3 e 4 egli evolverebbe certamente delle Mosche di Fantasia, e queste potrebbero essere addirittura del tutto differenti da quelle conosciute fino ad oggi, ma sicuramente molto colorate ed attive nel movimento. Per il motivo (1) ed occasionalmente per il (2) egli farebbe certamente prima uno studio sugli insetti di cui le trote si nutrono in un particolare momento e poi tratterrebbe esemplari di queste catturati a metà ed alla fine dello sfarfallamento e ne analizzerebbe lo stomaco. Egli troverebbe che il 95 per cento delle Effimere sono state ghermite prima che le loro ali fossero dischiuse completamente e sarebbe oltremodo difficile se non impossibile cercare di imitarle correttamente sull’amo. Potrebbe quindi costruire imitazioni galleggianti da utilizzare in speciali occasioni, ma l’alternativa più percorribile sarebbe allora quella di imitare lo stadio immediatamente precedente, che è quello della ninfa. Nel periodo precedente lo sfarfallamento le ninfe si muovono e si spostano in grande numero anche presso la superficie…

 

SLIDE 27 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO INSETTO METAMORFOSI

 

Credo che raramente sia stata fatta una sintesi così significativa della realtà e di quelle che in fondo sono le opportunità che si possono presentare a chi impugna una canna da mosca. Che la pesca in sfarfallamento ne sia la massima espressione è superfluo venga sottolineato, anche se personalmente gli accosto quasi alla pari la pesca con la ninfa a vista a condizione che l’acqua sia semplicemente cristallina. Ma il motivo per cui ho riportato questo brano è un altro ed e contenuto nel “… il 95 per cento delle Effimere sono state ghermite prima che le loro ali fossero dischiuse completamente e sarebbe oltremodo difficile se non impossibile cercare di imitarle correttamente sull’amo.” Il processo evolutivo ha reso oggi possibile questa opportunità, i materiali da costruzione moderni consentono di potersi cimentare nella imitazione di stadi vitali e nell’impiego di artificiali ritenuti dal punto di vista pratico quasi impossibili da realizzare in passato. Per fare questo occorre ancora una volta NON BANALIZZARE il sistema, occorre PORTARE PROFONDO RISPETTO al passato.

 

 

SLIDE 28 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO CRIPPLE

 

 

E’ appena il caso di sottolineare che siamo di fronte senza mezzi termini ad una svolta epocale, la possibilità di sviscerare con le nostre imitazioni di insetti in transizione il nucleo essenziale della Pesca con la Mosca durante gli sfarfallamenti, dichiarato a chiare lettere anche dal grande G.E.M. Skues ed elevare quindi la sfida al massimo livello possibile. Siamo quindi ed ancora una volta di fronte ad un privilegio, precluso per loro stessa ammissione anche ai grandi del passato come lui.

 

Questa è la pesca a mosca, ed è forse solo qui che è possibile aggiungere forse qualcosa di nuovo. Il resto è già stato tutto scritto, occorre avere solo il desiderio di conoscerlo.

 

Cosa sta accadendo oggi? Si cerca di banalizzare il tutto ! Perché sminuire la seconda componente fondamentale della nostra affascinante passione?

 

 

SLIDE 29 – LE MOSCHE ARTIFICIALI – FOTO BOLLATA

 

È quindi un piccolo miracolo visionario quello che il pescatore a mosca cerca nell’abboccata di un pesce dai puntini rossi o dalla grande pinna colorata, un miracolo che richiede un livello di creatività artistica assimilabile a qualunque forma di arte l’uomo abbia cercato di perseguire. Perché sminuire o banalizzare tutto questo?

 

 

 

SLIDE 30 – NOI STESSI – FOTO TROTINA PATAGONIA

 

Lo scopo, alla fin fine, è sempre quello: una cattura che soddisfi la nostra passione e che renda conto della nostra abilità e che ci ricolleghi alla natura. Ecco perché una sola trota che abbocca ha un significato illimitato: una cattura sancisce un’infinita comunione col mondo naturale, col fiume, con la vita. Una trota che prende il nostro piccolo insetto finto soddisfa infiniti parametri che non si limitano solo all’abilità del volteggio, alla conoscenza dei segreti del fiume, alla capacità di rappresentare con perizia le piccole, magiche creature che appaiono d’incanto dalle acque, essa sancisce il rito ancestrale che ha consentito alla specie umana di evolvere, e di celebrare il suo più profondo rapporto con quella natura dalla quale proviene. Ed è qui che la pesca a mosca si distingue soprattutto: un’unica cattura ne vale cento come ne vale mille, perché non ha senso catturare a ripetizione pesci su pesci senza percepire il significato di ciascuno di quei singoli atti, come non ha senso accendere mille ceri per quantificare la forza di una fede.

 

SLIDE 31 – NOI STESSI  – FOTO RILASCIO PATAGONIA

 

Ecco, io sono fatto così, e pesco con la Mosca perché in essa ho trovato quello che andavo cercando fra i rivoli della corrente, ci ho ritrovato il mio modo di essere e di vedere la vita. E’ stato come “infilarmi” dentro ad un fiume per indagarne i perchè e la meravigliosa e affascinante vita che contiene e di cui “il pesce” è una delle tante componenti, se volete “Archetipo junghiano della ricerca del sé”. Allora ho anche fissato in immagini gli insetti e le loro metamorfosi, nel momento più sublime in cui secondo me andrebbero imitati, l’unico modo per entrare a far parte realmente di quell’insondabile scenario, dove nell’istante fra “bollata” e “ferrata” è racchiuso tutto quello che andiamo cercando. Dura solo un attimo, ma è in quello che il fiume si ferma ed è il paesaggio che comincia a scorrere.

 

SLIDE 32 – NOI STESSI – FOTO FERRATA PATAGONIA

 

E’ in quel momento privilegiato che il fiume può essere osservato nitidamente. La cattura certo ci appaga perché ci dà questa straordinaria possibilità, ma non sarà mai quindi il numero ma il “come”. Anche l’attesa fa parte dello scenario, è inevitabile quanto necessaria, essa “deve” accadere per dare valore al tutto. L’attesa….. sarà IN essa che faremo le nostre scelte, osservando, indagando, perfezionando forse proprio in “attesa” questa volta del “mostro”. Quel “mostro” non è “il pesce mostruosamente grande”, ma un bel “…sano cappotto” che a me piace definire onorevole sconfitta! Non dimenticate mai che anche nelle favole per bambini se vuoi il tesoro devi prima passare per il “mostro” ed ucciderlo, solo dopo tutti vivranno felici e contenti.

 

SLIDE 33 – NOI STESSI – IL MOSTRO – NINFA UROBOURUS

 

E’ liberarsi da questo che è difficile. “Ai miei tempi”, chi “arrivava” alla Pesca con la Mosca, era perchè stava cercando qualcosa di altro. Non ritengo possibile iniziare a pescare facendolo “a mosca”. Sono le certe incertezze o le incerte certezze il motivo per cui siamo ancora qui. No! Da pollo quale mi considero ancora, e lo considero un privilegio, non voglio citarvi i miei mentori, ma ho avuto la fortuna di avere tutti quelli “importanti” e che oggi non sono sotto la luce dei riflettori, anzi la “rifuggono” , ma vengono a pesca anche sotto casa mia “rigorosamente in incognito”. Lo stesso vale per i libri “polverosi”, ne ho più di 250. La mia libreria è cresciuta con me, e la sua sintesi è in 10 anni di lavoro che si chiamano  “The Fly”, cavolo, come facevo a non dirlo?

 

SLIDE 34 – NOI STESSI – L’ESSENZA

 

Ecco, Io sono fatto così, e vi lascio con una mia poesia :

 

            L’essenza

 

            Quella sera sulla piana l’acqua correva bassa e lentissima,

un cristallo dove si specchiavano i primi segni di un autunno precoce.

            Un filo di nebbia sospeso sulla corrente sembrava dividere il giorno dal crepuscolo ormai imminente, ma anche me dal resto del mondo.

Immerso fino alla vita nell’elemento liquido, mi sentivo al tempo stesso in simbiosi e intruso di quell’atmosfera ancestrale.

I pesci cominciarono numerosi a disegnare i loro cerchi sull’acqua, evanescenti effimere si stavano schiudendo alla loro breve vita aerea.

Nel passato di anni trascorsi sui fiumi, avevo raffinato per questo scenario tecnica ed artificiali fino alla perfezione.

Poche cose al mondo hanno la capacità di rendere interminabile un istante, “Bollata… Ferrata”.

E’ in quell’istante che il fiume si ferma ed è il paesaggio che comincia a scorrere, allora e solo allora il fiume può essere osservato nitidamente, privilegio di pochi eletti.

 

Quella sera avevo in mano la mia vecchia canna di legno ed i mondo intero.

 

Troppa filosofia? FILOSOFIA significa “Amore per la Conoscenza”.

 

SLIDE 35 – GRAZIE A TUTTI

 

Se non avessimo perso di vista tutto questo, e qui parlo di PESCATORI CON LA MOSCA, magari ci avvicineremmo al fiume con spirito diverso e anche le “GESTIONI” sarebbero “DIVERSE”. Se volete, visto che il mio destino personale SEMBRA essere ormai legato indissolubilmente anche a quello del TWT, cosa che NON AMO più di tanto, e visto che ho citato nella prima parte le RISERVE NO KILL e la TWT è una di queste, vi farei vedere volentieri una altra presentazione, quella del CONVEGNO DI CARMAGNOLA dello scorso anno. Altra mezz’ora ? Ovvio no, ma se avete voglia di parlarne, disponibilissimo sempre. C’è una strana abitudine in ITALIA, quella di fare CRITICHE GRATUITE, ma quando si tratta di CONFRONTARSI SERIAMENTE tutti diventano improvvisamente LATITANTI.

 

Vi giuro che ci giorni in cui mi chiedo se abbia un senso ancora fare quello che ho fatto ad esempio anche oggi qui, mettendoci da parte mia e dal mio punto di vista un grande impegno, senza ovviamente la presunzione che di debba per forza pensarla come me. GRAZIE A TUTTI.

Indiscrezioni…

Oggi avevo così tante cose da fare in tema “Tail Water Tevere” che invece di farle ho scartato una tela che da tempo giaceva sul cavalletto da studio, e ci ho vomitato sopra i miei pensieri. Con sorpresa ho scoperto che non era una donna nuda, ma il mio nudo pensiero. Chiodo fisso? Certo, sono due mesi che sono in riunione non solo per far tornare il TWT quello che era, ma moltiplicato per 10. Ce ne saranno delle “BELLE” davvero. L’attesa di sapere è un piacere… che stavolta lascio a voi… il piacere dell’attesa è “… una cosa che ho imparato ad apprezzare con il passare degli anni, per me significa assaporare ogni istante, perchè ogni istante trascorso in più amplificherà la gioia possibile. Nell’attesa si può vagare con la mente, immaginare, sognare, da essa non sarai mai deluso. Mentre aspetti puoi mettere a punto la strategia e la determinazione che saranno necessarie e calcolare l’attimo limite in cui dovrai agire. Infine potrai assaporare il tutto con un “incommensurabile” piacere, quello… dell’attesa.  (Tratto da “La Roccia Condivisa”). Ci mancano ancora 20/30 mila pennellate, anche al TWT di domani ma soprattutto “… al suo contorno…”. Ma adesso, che l’olio sulla tela quasi “tira”, e puoi dare i ritocchi che solo la sua “quasi secchezza” rende unici, ci vedo quel che l’animo voleva in quell’istante. Questo è l’incommensurabile valore dell’arte, pure modestissima che sia come la mia. Cavolo, fà anche rima.

Keep in Touch, As Soon As Possible (ASAP) tuttle le fantastiche NEWS !

Proprio una bella giornata…

 Prioprio una bella giornata…

Sabato 12 Maggio le classi 1A e 1B dell’ I.I.S. Franchetti Salviani hanno affrontato una giornata di studio sugli ecosistemi fluviali lungo il precorso del Tevere a Sansepolcro, che corre lungo la Zona a Regolamento Specifico (ZRS) Tail Water Tevere (TWT).
L’area, che ha ospitato il Campionato del Mondo di Pesca a Mosca proprio lo scorso anno, è ormai da tempo un fiore all’occhiello dell’offerta turistica, richiamando oltre 6000 appassionati ogni stagione.
Si tratta di un ecosistema di pregio, che viene tenuto sotto stretto monitoraggio da parte del Mosca Club Altotevere (MCAT) e dall’Amministrazione Provinciale di Arezzo con campionamenti periodici sulla qualità delle acque, analisi della fauna Bentonica ed Ittica, stato dell’ambiente. Questo è quello a cui hanno assistito ed a cui hanno collaborato gli alunni delle 2 classi del biennio, dopo avere percorso a piedi i 4 km del sentiero che conduceva al Punto di Campionamento prescelto.

Il Geologo Dott. Filippo Rondoni, responsabile scientifico del MCAT, ha illustrato ai ragazzi la morfologia e la tipicità dell’area.

Il Dott. Stefano Porcellotti, Ittiologo della Provincia di Arezzo, ha illustrato i cambiamenti apportati dall’invaso di Montedoglio alla ecologia del fiume, le varie metodologie di indagine adottate, procedendo poi alla raccolta di Invertrebrati per il calcolo dell’indice IBE

 ed alla rilevazione di parametri Chimico-Fisici delle acque.

Il Prof. Mauro Raspini, Presidente del MCAT ed inevitabilmente appassionato di Entomologia applicata alla Pesca a Mosca, ha illustrato l’etologia delle specie presenti nella ZRS TWT, facendo assistere i ragazzi a vere e proprie metamorfosi in diretta degli insetti, dallo stadio di ninfa a quello di insetto alato.

Sul pollice di Mauro un bellissio esemplare di Ecdyonurus Venosus appena fuorisucito dall’esuvia e pronto per la sua breve vita aerea.

Nel contenitore per l’analisi, una preziosissima Trota Fario di 2 settimane ed un esemplare di Heptageniidae appena sfarfallato.


Come ogni bella giornata trascorsa all’aria aperta, all’insegna del “conoscere divertendosi” l’esperienza si è conclusa con una Grigliata organizzata per tutti dal Mosca Club Altotevere nell’area di sosta attrezzata prossima al “luogo si studio”.

Chi è la vera salciccia? Un grazie a Massimo per il servizio.

La giornata è proseguita con una dimostrazione di costruzione di Mosche Artificiali, che imitavano gli insetti del fiume osservati al mattino. Grazie a tutti, alla Prof.ssa Mascolo ed alla Prof.ssa Paletta, al Prof. Colombo e al Prof. Balducci accompagnatori, questo ultimo Pescatore a Mosca in erba, ma … promette bene, causa del suo Maestro. Infine grazie a tutto il gruppo del Mosca club altotevere.

 

Carlo Sorchi e l’ Ing. Pierazzi alla griglia

Carlo Checcaglini alle sofisticate “apparecchiature”

Al “Giobbe”, a “Paolone” e a “Denny”, a “Checco” e al “Pierazzi Sedge” e Luca Castellani che facendo le foto, non compare in nessuna.

Ecco alcuni video della giornata

Filippo Rondoni e i “SASSI” del Tevere

Mauro Raspini e le “EFFIMERE” del Tevere

 Le nuove nate del “TEVERE” cioè il bene più raro e prezioso.

COMMENTO DEL PRESIDENTE MAURO RASPINI : E’ stata davvero una bella giornata, come tante del resto passate in questi tanti anni con il futuro, cioè Bimbi e Ragazzi, ma anche universitari USA in Stage col progetto della Provincia di Arezzo “Casa Stabbi”. Mi viene da aggiungere un pensiero. Nessuno deve dimenticare che la TWT, causa Siccità ed un pizzico di ARROGANZA dovuta al tabacco, è al deflusso minimo vitale da Febbraio. Il Tabacco è una risorsa, nessuno lo nega, ma lo è anche il Turismo, e questo inquina molto meno. La natura è però sempre più forte degli umani, e ne ha approfittato per far schiudere un incredibile numero di avannotti, realmente fuori della norma,  e rimpinguare le schiere di ogni Famiglia/Genere/Specie di insetti. Il famigerato DMV, leggi Deflusso Minimo Vitale, non deve però essere asssunto come la regola, ma come l’eccezione. E questo è un bello ed ennesimo messaggio a tutti quei politici, soprattutto UMBRI, che vedono i fiumi come un tubo dove scorre l’acqua e la diga di Montedoglio come uno “sciaquone” a cui tirare la catena quando fa comodo. Mi piace concludere questo commento con un mio pensiero… “A costruire realtà come quella della TWT ci vogliono anni e anni, di lavoro sul campo, competenze e mille altre cose ancora, e se nel “MONDO” è stata scelta per un “MONDIALE” un motivo ci dovrà pur essere, anche la promozione della TWT nel mondo è costata grandissimi sacrifici. A COSTRUIRE CI VOGLIONO ANNI !!! E con un filo di presunzione, non tutti ne sono capaci !!!!  A distruggere invece basta un attimo, e ne sono capaci tutti!! Per questi ultimi il messaggio è “… immaginate per un attimo se chi è capace a costruire, una mattina si sveglia con l’intento di DISTRUGGERE! Non la TWT ovvio, ma i peggiori sordi, cioè quelli che NON vogliono sentire”. La TWT ha gli occhi del mondo intero puntati addosso, ed il mese prossimo verrà pubblicato anche in Australia,  un articolo di ben 23 pagine su questa splendida ed unica realtà. Teniamocela stretta e nel “Dovuto Conto”.

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25 Aprile – Liberazione!

25 Aprile – Liberazione !

Il Mercoledì è il mio turno per la vigilanza, cerco di non essere abitudinario, cioè di fare sempre lo stesso giro alle stesse ore. Ma questo per certi versi non è più necessario. Si doveva fare i primi tempi, quando anche quelli “del posto” ben pensavano di fare 4 lanci a cucchiaio se non altro per poterlo dire al Bar di “…averci fregato 4 Trote”. A distanza di 10 anni le cose sono cambiate e di molto, il primo a difenderci adesso è proprio quello di quel Bar, noto per le cene a base di “Trote TWT” . Si è fatto le foto con tutte le Nazionali presenti al Mondiale che si mangiavano “un primo” da Lui, e ne va orgoglioso e le ha pure attaccate al muro. Ancora lo rivedo a “parlare a gesti” e tirare fuori dalla dispensa personale “… il formaggio quello buono o quella conserva fatta per se!” Ora si è accorto anche lui che qualche migliaio di caffè, panini e birre dei pescatori sono una cosa importante. Forse ci voleva un poco di crisi o una gara di pesca a farglielo capire (C…O, dico io, col senno di poi l’unico motivo che me la ha fatta digerire). Il senno di poi a volte è importante, e la “rotonda” all’uscita E45 Sud tutti la chiamano adesso “La rotonda del Pesce”, quella dove alla fine del Mondiale c’era scritto “Grazie a Tutti”. Per noi NON E’ STATO FACILE, ma è servito, C…O se è servito… col senno di poi.  Adesso non gli toccate la TWT. Da questo punto di vista i nostri veri problemi attuali vengono “Dall’Est”, ma è molto meglio sorvolare su questo argomento ed in questa sede. Ci vuole tempo e pazienza, ma prima o poi, se sei nel giusto e cerchi di fare le cose per bene, o meglio “il meglio possibile”, il tempo ti da sempre ragione. Già ma quale è la Mia o Nostra ragione? Non porto mai la Nikon con me, meglio il Binocolo al posto dello Zoom anche se 300mm, ancor meno a pesca, … o peschi o fai le foto. IL 25 Aprile ho fatto il giro con la mia dolce metà, Francesca. La maggior parte delle volte è sempre stata al mio fianco anche nelle avventure in lungo ed in largo per il mondo, con una canna da Mosca in mano mia e la Nikon in mano sua, in tutti i nostri anni assieme che sono più di 30. Ma sulla TWT non c’era mai stata, non c’era mai stata a piedi come stavolta, per i sentieri dei pescatori, a sbirciare fra i rami della riva le sagome di Trote o Temoli o le Bollate. Alle Bollate non è estranea, come non è estranea al nostro mondo, vivere in un una casa che è arredata infine come un lodge di pesca la può dire lunga, dove al posto della polvere svolazzano sempre piume e peli di tutti i tipi. E’ fantastico mi ha detto !!!!!!!!!! Non pensavo di potermi staccare dal resto del mondo a due passi da casa e godere di tanta bellezza. Sono rimasto interdetto… e questa cosa mi ha fatto molto riflettere. Sono e siamo abituati a vedere la TWT con l’acqua che sappiamo, vederla adesso ti porta naturalmente a fare dei paragoni e si rischia lo sconforto. Allora ho provato a vederla con OCCHI DIVERSI, con gli occhi di Francesca. Ho rivisto tutti i miei anni in giro per il mondo, dall’Alaska alla Patagonia con tutto quello che c’è nel mezzo, ho rivisto fiumi maestosi ed avventure estreme, ho rivisto minuscoli Chalk Stream e piccole Sorgive dove anche una sola cattura ha significato e dato un senso al tutto. Già, IO!  E lo ho scritto grande, non ho mai dimenticato il valore… di una cattura, o meglio cosa ho sempre cercato in essa. Allora mi sono mosso “cautamente”, poggiando il tallone dello scarpone prima della pianta, come mi hanno insegnato (Cacho,Nick,Troy,Kriss, Ivan,Carlos e tanti e tanti altri) a fare dove i pesci sono selvaggi “sul serio”, senza rumori o vibrazioni o ombre strane. Ho fatto finta di essere dove “vorrei sempre essere”, ed ho visto la TWT con occhi diversi, diversi da quelli che “il paragone” con gli anni passati li aveva fati divenire “lucidi”.

Briglia 2 Upper, “Selvaggia combinazione di Caprioli e Fagiani”. Per il PAM “Pelo da Sedge e Piume per Ninfe Famose”. Se avevo il 30.06 con me sarebbe stato un gioco da ragazzi, ma da noi “Il Capriolo alla Cerca è Vietato”, leggi la vera essenza della sua Caccia. Già, sono anche cacciatore, da ben 33 anni!

Briglia 2! La corrente è minima e se arrivi chiacchierando o facendo rumore le conclusioni sono semplici, non c’è un pesce. Poi mi siedo, ci godiamo la solituidne “strana” per un giorno di festa in zona B2, di solito “runners” o semplici “passeggiatori” fanno echeggiare le loro voci. Inforco i Polaroid e tutto cambia, sono di fronte ad un Chalck Stream da fare invidia, numerose fario sono posizionate sotto il pelo dell’acqua, un paio di Temoli “da paura” fanno bella mostra di sè sul filo della corrente di destra. Pochi attimi ancora e la calma “ristabilita” mi permette di fare alcuni scatti di bollate “incredibili” su una schiusa di Bibionidi che sta divenendo importante (Leggi consiglio per l’apertura). Già, quanti sapranno approcciare il fiume il questo modo? Poi ci sarà un sacco di gente, sarà importante per il futuro e non lo nego. Sarà fondamentalmente importante la “Consapevolezza”… parolina molto ma molto difficile. (Lettura consilgiata : GIOBE “Come smettere di farsi le seghe mentali e vivere felici” –  Casa Editrice “Ponte alle Grazie”) C…O, prima o poi pioverà e la Diga tornerà piena. Occorrerà essere Educati, ma occorrerà essere “Lì” per un motivo ben preciso, anche una sola cattura, fatta col la tecnica “dell’Airone”, può valere un giorno di pesca e anche più.

 

Cristo che Fario !

Head and Tail! Non era un Bibio Marci… che le prime Mahogany (Habrophlebia) comincino a schiudere? Di solito accade a Inizio Giugno, la TWT è in ritardo di 2 mesi sul calendario “normale”. Ma i livelli e le temperature… Beh. L’arcano è presto risolto, basta “Osservare ed Indagare”, cioè semplicemente leggere il libro di Madre Natura  :

 

Sposto l’obiettivo a Monte :

Piattone incredibile, durissima! Numerosi cerchi ne interrompono la continuità… il pensiero corre alla mia 11 Piedi Coda 3 da Czech Nimph… già, ma da usare con la secca e finali da 15 piedi… rigorosamente a scendere.

 

Camminiamo fino a Briglia 1. Lo scenario è lo stesso, abbiamo turbato l’ambiente pur camminando accorti. Ci sediamo, ed i Polaroid ed il 300 col Polarizzatore Circolare coglie un altro paio di scatti :

Cristo, ci si è rigirata, sono di certo ninfe di Palalepthoplebia Submarginata in Drift! La “Pietra” fotografata prima parla per me. La mosca? … RS2 (Rim Semblance 2 o se preferite “The Fly – Sacro e Profano – Pag. 88 – L Surface Nimph” . Mi sembra di pescare pur non avendo in mano la canna. Ad essere sincero lo faccio da molto tempo.

 Eccone un’altra… meglio andare via. Se tanto mi da tanto, la temperatura è salita, torniamo in “testa” a B2, all’Università, alla Panchina che i miei INSEPARABILI amici mi hanno regalato e dedicato. (Ci volevano mettere la TARGHETTA DI OTTONE col mio nome, ma io non ho voluto… chi lo sa lo sa, chi non lo sa non importa. Poi bisogna che sia sincero fino in fondo, il Presidente deve sempre parlare al plurale quando si riferisce ai “suoi”, è infine sempre una questione di equilibri. Ma quella Panchina molto speciale è stata fatta da una persona altrettanto speciale, un  ”PILASTRO” del Club e lui si che di questi se ne intende davvero. Ciao GIGI, TVB!) :

 

Certo che a vederla mi torna un poco di malinconia, è stata fatta per stare seduti con “i piedi a mollo”, ma non devo dimenticare “gli occhi” con cui sto guardando il fiume, quelli di Francesca. Un paio di minuti di silenzio assoluto :

Senza parole…. per fortuna… il silenzio assoluto è d’obbligo :

Porca P…… a dua passi da me! Roba per pochi… altro che tecnica dell’Airone. Qui mi toccherà di riprendere a fumare per ingannare l’attesa. E’ anche vero che un buon ”Toscano” me lo concedo, ogni tanto.

E’ tutto chiaro, facciamo un salto al Piccolo Unec :

Il fiume nello sfondo parla chiaro, con gli occhi di Francesca… “Sembra di essere quella volta sul Gacka… non dove il fiume è grande… ma in cima, dove c’erano tutte quelle “Casette di Legno” che sembravano un vecchio mulino. Lì il fiume era piccolo e limpido come qui… ricordo che strisciasti come una biscia per arrivare “a tiro” di quella fario “fantastica” che bollava che poi si rivelò di 25 centimetri!!! Ah Ah! … Ah..Ah… dico IO !! Comè che ti ricordi proprio quella? Anche IO me la ricordo bene, proprio quella, chissà perchè !

 

Poi ho fotografato il “pesce” più importante. Luca Castellani mi aveva chiamato giorni fà, con la voce rotta nonostante i 50 e più passa anni e altrettanti passati “praticamente” a pesca….. sono nate le Trotine.!!!!! Allora ho aguzzato la vista, lo SPOT era lo stesso… ma C…O !!!!!!!!!! Queste non sono le Trotine del video che ha fatto Luca, questi li conosco fin troppo bene……….. Temoli! In anticipo anche loro. Ovvio, livelli e temperature!

 

Conosco bene i miei polli…… quindi, praticamente “CORRIAMO” ai “Bagnanti” e lo scenario è lo stesso, inevitabile se anche sono al “Piccolo Unec”  :

 

Mi si apre il cuore…. Francesca… e dite quel che vi pare, scendiamo pure nel privato ma ne vale la pena…….. mi dice … Ti amo !!! Lei ha capito, Lei ha capito… ha capito il senso di tutto questo, ha capito il senso del mio entusiasmo di “Bimbo Piccolo”, della mia gioa, ma anche quello del…. Cavolo! Te sapevi bene bene dove andare a vedere!

Vi lascio con un altro paio di scatti, che fra “i rami” dicono quello che potremmo tutti cercare e trovare in TWT questo anno, se lo sapremo “Cercare” e “Trovare”. NON PER TUTTI !!! Finalmente! … Finalmente per chi? Io e Noi abbiamo sempre lavorato “Per tutti” e “Non per Pochi !”. Ma vi giuro, qualche volta penso e pensiamo sia stato un “Tragico” errore. Chi mi conosce bene sa se quello che ho scritto adesso è vero oppure no.

Io un posto come quello della foto di sopra, se lo vedo su un “Depliant”, ci parto di getto! Sulla via di casa sempre Francesca mi dice…. guarda… guarda quella pozzanghera! Sembra la “Cartina del Mondo”. Quindi io la fotografo, la pozzanghera !!  Ed ora ve la metto qui! Il mondo intero, e con esso la gioia che ci può dare, perchè basta saperla “Trovare” o semplicemente “Vedere”… anche in una pozzanghera. Una POZZANGHERA mondiale, una POZZANGHERA della TWT.

Mauro Raspini. Presi-Niente Mosca Club Altovere e ICHTHYOS… finchè dura il buon senso. Senza la presunzione di averlo, ci mancherebbe.

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TWT – Stagione 2012

Relativamente alla TWT :

La Tail Water del Tevere aprirà come di consueto il 1 Maggio 2012, nessuna variazione al regolamento rispetto alla stagione 2011. Sul nuovo sito che state navigando, con la nuova struttura a BLOG, sarà possibile fruire ma anche contribuire a tutti gli aggiornamenti da parte degli appassionati. La stagione 2012 si apre all’insegna dello Stato di Emergenza Idrica decretato dalla Regione Toscana. Si tratta di uno scenario preoccupante, inutile negarlo, ma l’andamento climatico non è l’unico fattore, se pur determinante, a condizionare il futuro di questa realtà. Tutti gli scenari di rapporti istituzionali ed umani che hanno portato alla sua nascita e prosecuzione sono cambiati. L’EIUT (Ente Irriguo Umbro Toscano) che ha gestito sino ad oggi i rilasci di acqua dall’Invaso di Montedoglio, ha dal nostro punto di vista svolto un lavoro semplicemente impeccabile, soprattutto per quello che ci riguarda da vicino, cioè la giusta attenzione anche nei confronti del “Fiume Tevere” in Primis, e di conseguenza anche nei confronti della TWT che ne rappresenta una parte, anche se piccola, di assoluto prestigio Nazionale ed Internazionale. L’EAUT, il nuovo Ente che avrà in carico la gestione futura, è in fase di assetto “Politico Istituzionale”, e tecnicamente, anche dal punto di vista dei rilasci di acqua quindi, farà riferimento ad un gruppo tecnico di lavoro congiunto fra le Regioni Umbria e Toscana. Questa fase transitoria ha comportato in questo periodo alcuni problemi che potremmo definire “pratici”, ma infine e di fatto frutto di una fase di cambiamento, dell’Emergenza Idrica e delle priorità legate all’Idropotabile innanzitutto, ma anche di quelle legate alla pianificazione delle attività della filiera dell’agricoltura. La TWT è sopravvissuta ai drammatici eventi del Dicembre 2010, ma anche a situazioni più recenti dovute alla discontinuità dei rilasci di acqua. Le numerose e profonde POOL createsi proprio a fronte degli eventi del Dicembre 2010 hanno garantito la sopravvivenza della fauna ittica anche di fronte a rilasci di acqua fuori dalla normalità. A tutto questo è doveroso aggiungere che non esistono al momento certezze su quale sarà il ruolo di quelle che ad oggi sono le Amministrazioni Provinciali, come quella di Arezzo alla quale si deve tutto quanto costruito in questi anni ed a cui saremmo sempre e comunque grati. Stiamo lavorando con la consapevolezza che tutto quello che è stato creato in questi anni, cioè un ambiente di pregio per quanto possibile, progetti con le Scuole ed Enti ed Istituzioni che operano nel Sociale, ma anche opportunità irrinunciabili per tutto ciò che riguarda la filiera del turismo e gli importanti eventi Nazionali ed Internazionali organizzati e ad essa intimamente legati, possano avere un peso nei “tavoli” a cui, di nuovo, dovremmo “sedere” per cercare di proseguire nella strada dello Sviluppo Sostenibile. Questo è stato possibile fino ad oggi grazie all’impegno di molti soggetti singoli, associazioni, istituzioni, ma infine grazie e soprattutto a chi questa realtà la ha capita ed interpretata, e cioè chi la ha frequentata e vogliamo credere ci abbia passato ore piacevoli e spensierate. Questo sarà un anno molto difficile, soprattutto per lo stato delle acque ma non solo, ed è in nome di questo che vi chiediamo semplicemente “consapevolezza”. Questo significa non abbandonarsi a giudizi o congetture superficiali, ma semplicemente… venire a pescare in TWT, rispettando il fiume per quello che è in questo scenario, senza mai dimenticare… il valore incommensurabile che può dare anche una sola cattura, soprattutto se mentre la rilasciamo con cura… penseremo ad un futuro migliore, che purtroppo, come la storia insegna, non si può mai dare per scontato. Con grandissimo affetto, Mauro Raspini. Presidente MCAT e ICHTHYOS.

TWT – Tratto S1 – 20 Aprile 2012 – Velatura sensibile dovuta ai bassissimi livelli dell’invaso ed alle piogge dei giorni scorsi, comunque insufficienti a garantire i consueti rilasci di 3 mc/sec.

TWT – Tratto INAUGURAZIONE Monte – 20 Aprile 2012 – 2 Km a valle di S1  l’acqua è già limpida – La velocità della corrente è bassissima.

 

TWT – Tratto BARRA 18  Monte – 20 Aprile 2012 – l’acqua è trasparente – La velocità della corrente è bassissima.

Relativamente al TEVERE – SOTTO TWT come molti lo chiamano :

Colgo l’occasione per puntualizzare alcuni aspetti relativamente a quello che in molti definiscono “il sotto” la TWT, cioè tutto il tratto di Tevere fino a Città di Castello. La prima cosa che mi e ci amareggia profondamente è che in molti hanno vissuto e continuano a vivere anche la splendida realtà a valle della TWT come un qualcosa che sia in “contrapposizione” ad essa. Quandola TWT è nata eravamo ovviamente perfettamente coscienti che non sarebbe stata la linea di demarcazione “CONFINE A VALLE TWT” quella che la natura avrebbe scelto, anzi, non si poteva dire ma ci crogiolavamo al solo pensiero che la ricchezza del sopra si sarebbe potuta diffondere ben più a valle, come fortunatamente avvenuto. Concesso e NON AMMESSO che poi gli sia stata addirittura “DATA UNA MANO”, oltre la metà dei Consiglieri MCAT è UMBRA, la realtà è che oggi ci potremmo trovare di fronte ad una situazione invidiabile. Così è stato e potrebbe ancora essere. Per dovere di chiarezza e richiamo alla memoria, la CARTA INTESTATA che porta la richiesta dell’Istituzione di una area di Protezione a valle della TWT, è quella del Mosca Club Altotevere e porta in calce la mia firma. Successivamente, NON APPENA è stato possibile, anche a fronte delle “mattanze” di fauna pregiata in quel tratto, perpetrate anche da Pescatori a Mosca, la stessa carta intestata ha proposto alle altre Associazioni ed alla provincia di Perugia il REGIME NO KILL per un tratto considerevole fin quasi a Città di Castello. Non abbiamo ovviamente ed ufficialmente “VOCE IN CAPITOLO” in un tratto fuori Regione Toscana, ma verosimilmente una “certa stima e consapevolezza nel fare o proporre” ci è stata riconosciuta dalle autorità competenti anche in Umbria. E’ stato un risultato molto importante, frutto di un ennesimo lavoro di complesse relazioni che è stato accettato anche da chi non pesca con la mosca artificiale, leggi le altre associazioni Nazionali riconosciute con sede a Città di Castello. In estrema sintesi a distanza di 10 anni dalla nascita della TWT, circa26 km di acque del fiume Tevere risultano regolamentate alla pesca sotto le diverse forme previste dalle normative regionali Toscana e Umbria, con passaggi “graduali” e sempre accompagnati dal supporto tecnico scientifico degli Esperti dell’Università di Perugia e degli Ittiologi delle due Province. Per fare questo NON BASTANO 4 CHIACCHIERE SUI FORUM. Questa è l’azione di TUTELA che cerca di creare le condizioni del superamento del punto di non ritorno ma che allo stesso tempo non determina quelle di PRESUNZIONE DI ESCLUSIVITA’ di fruizione di una risorsa per un tratto di una simile estensione relativamente alla sola PESCA CON LA MOSCA. Il massimo che potevamo fare ed abbiamo fatto è stato appunto proporre una regolamentazione che è stata accettata, ma non potevamo, ne fisicamente ne amministrativamente, tutelarla. Questo è quello che ci si aspetta invece da chi quel tratto lo fruisce continuativamente e, facendo parte di Club della Regione Umbria, può realmente impegnarsi per la sua salvaguardia, come sappiamo da parte di alcuni singoli sta avvenendo. Veniamo ora alla drammatica situazione IDRICA attuale. Le nostre preoccupazioni, più volte espresse, sono state soprattutto legate a quel tratto, andando a scemare con la distanza dall’invaso il fattore basse temperature che consente la vita di detta fauna pregiata, il tutto si aggraverà pesantemente con l’avanzare della stagione estiva. La Regione Umbria si è dimostrata insensibile a tutte le nostre sollecitazioni, ed è qui che ci si aspettava una mano e presa di coscienza da tutti quei Soggetti, che in quella regione risiedono, che tanto interesse avevano dimostrato per il tratto in questione. Noi, come Mosca Club Altotevere, abbiamo tentato di tutto e di più, con risultati positivi ma parziali e non sufficienti a garantire proprio a quel tratto un minimo di certezza per il periodo estivo. Al al tempo stesso non ci potevamo sbilanciare più di tanto, andando di fatto in contrapposizione anche a delibere della stessa Regione che garantisce l’esistenza della TWT, cioè quella Toscana. Quindi per essere chiari, azioni più “consistenti” non potevano essere fatte da noi, ma in modo pressante e pubblico da tutti i Soggetti elencati in precedenza. Qui non si tratta più di individuare le metodologie di pesca più idonee alla salvaguardia delle specie ittiche pregiate o meno, autocotone o alloctone  che siano, ma di salvare un Fiume in tutte le sue forme vitali da CHI non sa neanche cosa sia un Fiume e lo scambia per un tubo che porta acqua, pensa alll’invaso di Montedoglio come ad uno sciacquone che si tira e si chiude alla bisogna e POCHI, TROPPO POCHI, hanno sollevato il dubbio che in questo periodo si potesse anche chiudere temporaneamente l’attività della pesca per la sua salvaguardia. Il problema vero è che quando c’è ipoteticamente da “raccogliere”, consensi o allori che siano, il tutto è facile da scrivere o pontificare, molto meno quando c’è da impegnarsi e lottare ogni giorno per fare le cose sul serio e confrontarsi con interessi che vanno molto al di la di “4 PESCI” come sono stati definiti da alcune Autorità Regionali Umbre. La vera conclusione che avremmo voluto tirare, sarebbe stato un bel farla finita con tutto questo tempo dedicato ad una causa che sembra divenire persa ad ogni e fin troppo ricorrente situazione di difficoltà. Fortunatamente, e lo dico anche per noi, l’amore e la passione sono ancora più forti, ma anche la consapevolezza che la STRAGRANDE maggioranza di chi pesca a mosca ha sempre capito o intuito come stavano le cose ci ha  dato la forza per continuare. Aggiungo infine che non aprire la TWT, se pure in sofferenza, avrebbe potuto anche significare NON APRIRLAMAI PIU! NON posso spiegare il perché. Aggiungo che Il “sotto” continuerà ad esistere solo fin che ci sarà il “sopra”. A noi e me personalmente i confini non hanno mai interessato, interesserà sempre il fiume che conoscevo da bambino e che vorrei passare a mio figlio. Mauro Raspini, Presidente MCAT e ICHTHYOS.

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