Il progetto

TAILWATER ALTO TEVERE

Proposta di
REALIZZAZIONE E GESTIONE DI UN’AREA A REGOLAMENTO SPECIFICO DI PESCA SUL FIUME TEVERE

AGOSTO 2002

IL PROGETTO:
DESCRIZIONE, OBIETTIVI, PRIMA STIMA DI MASSIMA DEI COSTI,
AZIONI PRIORITARIE

Introduzione

Questa proposta nasce dalla consapevolezza dei cambiamenti apportati agli equilibri naturali del Fiume Tevere dalla costruzione della diga di Montedoglio. La presenza dell’invaso di Montedoglio nella Valtiberina aretina ha, infatti, determinato un radicale cambiamento dell’ecologia del fiume, soprattutto a valle della diga.

A tale proposito il fattore determinante è risultato il cambiamento della temperatura dell’acqua che allo scarico di fondo si aggira, in ogni stagione, sui 6° C per poi stabilizzarsi sui 12°-15° C fino all’abitato di Sansepolcro. Ciò ha fatto venire meno, in un tratto di circa sei chilometri, le condizioni ottimali per la vita della fauna ittica di piano, ovvero dei ciprinidi, a cui era vocato questo tratto di fiume prima della costruzione della diga. La conseguenza è che in questo momento abbiamo una scarsa presenza di pesce, come dimostrano una serie di rilevamenti effettuati dai pescatori e da GRAIA Srl per conto della Provincia di Arezzo.

Allo stato attuale abbiamo perciò una costanza della temperatura dell’acqua sui livelli indicati durante tutto il corso dell’anno, grazie alla massa d’acqua dell’invaso che funge da volano termico, unitamente alla garanzia di un minimo vitale di portata durante il periodo estivo (minimo di 1 m3/s garantito dai disciplinari di utilizzo dell’invaso), che non ha confronti negli altri corsi appenninici, che d’estate soffrono una drammatica carenza di acqua. Di fatto troviamo nel tratto dalla diga all’abitato di Sansepolcro condizioni uniche che garantiscono una qualità ambientale da corso “alpino”, con portate e temperature costanti e da acque a salmonidi. Questa è una situazione unica in Centro Italia che ha creato le condizioni per la valorizzazione di questo tratto di fiume con la possibile immissione di specie pregiate d’acqua fredda.

Le esperienze straniere sulla gestione delle “acque di coda” delle dighe (Tail Water), confermano la reale fattibilità di un tratto di Fiume Tevere ripopolato con salmonidi e gestito con tecniche conservative. Alle considerazioni già espresse, è opportuno aggiungere che l’azione di filtraggio della diga stessa, sia rispetto alla torbidità delle acque che al trattenimento di forme di inquinamento organico, ha portato alla riscoperta dei ghiareti e al miglioramento della qualità dell’acqua. Si è quindi raggiunto uno standard qualitativo più elevato di vita nel fondale, come dimostrano i campionamenti biologici sulla fauna macrobentonica. Lo stato della vegetazione ripariale è pressoché naturale, ed anche i recenti interventi di sistemazione idraulica di alcune sponde sono stati effettuati con sufficiente criterio, intervenendo solo localmente in alveo. Esistono quindi tutte le premesse per avviare un progetto che più ampiamente potrebbe essere definito “Valorizzazione dell’area del bacino del Tevere a valle della diga di Montedoglio”.

Dai sopralluoghi e dagli allegati fotografici si evince un buon grado di naturalezza, e una qualità ambientale del fiume e del territorio circostante di assoluto pregio. Ad esempio in prossimità del corso del Tevere esistono, soprattutto in sponda destra, una ventina di laghetti derivati dalle ex cave d’estrazione della zona. Tali specchi, presenti da molti anni, si sono rinaturalizzati, con una vegetazione ripale autoctona e sono stati popolati da molte specie, anche pregiate, di pesci che portano sulle loro rive molti appassionati pescatori. Anche molte specie protette dell’avifauna europea vi hanno trovato dimora, per cui tutta l’area è stata recentemente inserita in una ANPIL, cioè in una zona sottoposta a vincolo per il proprio pregio naturalistico.

Altro aspetto degno di considerazione, contenuto in questa proposta, è la possibilità di utilizzare le acque di scarico della diga anche per realizzare un incubatoio di valle che potrebbe garantire una serie d’interventi sulla fauna ittica autoctona, per la sua conservazione e sviluppo. In particolare le specie reofile potrebbero trarre giovamento dalla qualità dell’acqua, con una temperatura che potrebbe consentirne, nel periodo estivo, un’ottimale sviluppo del novellame.

A nostro avviso le modificate condizioni ecologiche del fiume, la presenza dell’invaso di Montedoglio e dei laghetti, unitamente alla qualità del territorio dell’Alta Val Tiberina rappresentano una fortunata concomitanza di condizioni, che possono consentire di conservare tale patrimonio in un’ottica di valorizzazione.

Questa proposta può essere, per questa zona, il primo elemento di una gestione sostenibile ambientalmente, che può apportare anche sviluppo economico basato sulle risorse naturali e sulla loro riproducibilità.

Area di progetto

L’area d’interesse è situata in Provincia di Arezzo, nei comuni di Anghiari e Sansepolcro, e riguarda il tratto fluviale del Tevere a valle della diga di Montedoglio, fra lo sbarramento e il ponte della SS Senese Aretina n 73 a Sansepolcro (vedi figura seguente).

Proposta di area a regolamento specifico di pesca

Caratteristiche generali.

Le caratteristiche ambientali di questo tratto fluviale sono state rilevate con indagini specifiche condotte dalla GRAIA Srl nel corso del 2002 su incarico della Provincia di Arezzo, e sono riportate nel rapporto tecnico “Caratterizzazione ecologica del Tevere nella zona della diga di Montedoglio e definizione della sua attuale vocazione ittica” (GRAIA Srl, 2002), a cui si rimanda per i dettagli.

In estrema sintesi, merita qui ricordare che il tratto fluviale in oggetto da un lato mostra interessanti valenze naturalistiche sotto il profilo del paesaggio, della morfologia fluviale, della fascia ecotonale riparia, della vegetazione peri- e para-fluviale, della quantità d’acqua e ad un semplice sopralluogo la sensazione prevalente è quella di trovarsi in un ambiente di elevata naturalità; dall’altro lato non si può dimenticare che esistono anche fattori di profonda alterazione:

  • la presenza di una diga che sbarra completamente la valle del Tevere;
  • l’artificializzazione delle portate di valle e del regime termico del fiume;
  • l’alterazione del trasporto solido;
  • l’interruzione del corridoio ecologico fluviale, per la mancanza di un passaggio artificiale per pesci in corrispondenza della diga;
  • l’estrema difficoltà di colonizzazione da monte, per l’effetto di intrappolamento della diga e dell’invaso, dove si fermano gli organismi che discendono il fiume, per drift o per movimento proprio.

I profondi mutamenti degli ultimissimi anni, in particolare per quanto riguarda il regime delle temperature dell’acqua a valle della diga, hanno di fatto portato ad una diversa vocazionalità di questo tratto, passato rapidamente dalla vocazione ittica originaria a ciprinidi reofili, a quella attuale a Salmonidi (GRAIA Srl, 2002).

Questi fatti, con un ambiente comunque piacevole, anche se radicalmente alterato rispetto all’originale, e una vocazione ittica del fiume divenuta a Salmonidi, hanno portato all’idea di proporre un’Area a Regolamento Specifico di pesca (ARS), avvantaggiata per la sua fruizione dalla bellezza dell’ambiente in generale ed al contempo sostenibile nella sua gestione perché le valenze naturalistiche e faunistiche fluviali originarie non ci sono più o quantomeno sono fortemente condizionate da perturbazioni poco “visibili” ma certamente molto importanti.

Obiettivi del Progetto

Obiettivo generale del Progetto è la realizzazione e la gestione dell’Area a Regolamento Specifico di Pesca denominata “Tailwater Alto Tevere”. Con il Progetto saranno perseguiti i seguenti obiettivi specifici:

  1. Piano di ripopolamento. Al fine di far iniziare al più presto una certa attività di pesca, e quindi avviare da subito una parziale funzionalità dell’ARS, è necessario effettuare un ripopolamento limitato ad un tratto dell’ARS con pesci adulti. Ma oltre ad una prima semina “pubblicitaria” è indispensabile la redazione di un piano dettagliato di semina di trota fario e temolo. Esso individuerà i quantitativi e le rispettive taglie. Il piano sarà finalizzato alla costituzione di due popolazioni ittiche in grado di automantenersi entro 4-5 anni. Il Piano sarà basato sulla morfologia fluviale, il cui rilievo è in corso da parte dei volontari del Mosca Club. Note le disponibilità tipologiche di mesohabitat, distinto in run, riffle e pool, con le loro relative superfici, sarà possibile basare il Piano pluriennale di ripopolamento su dati oggettivi, individuando le quantità e le taglie più idonee in relazione all’habitat fluviale.
  2. Ricostruzione della comunità ittica a valle della diga di Montedoglio. Attualmente, a causa delle mutate condizioni ambientali, la comunità ittica a valle della diga è molto povera in termini di biomassa, e non potrebbe essere altrimenti data la nuova vocazione salmonicola. L’ARS, attraverso la costruzione di una nuova comunità ittica d’acqua fredda, che comprenda non solo i pesci pescabili, ma anche i pesci “d’accompagnamento” quali vairone e ghiozzo, e attraverso un Regolamento di pesca, particolarmente severo e cautelativo, permetterà l’insediamento di una nuova comunità ittica in grado di automantenersi.
  3. Riqualificazione del fiume, delle sponde e delle aree limitrofe. L’istituzione dell’ARS e la sua gestione prevedono interventi di riqualificazione e di miglioramento ambientale, che riguardano: il fiume per incrementare le possibilità di colonizzazione dei pesci nei pochi tratti artificializzati e per ripristinare il corridoio ecologico interrotto da alcune briglie invalicabili ai pesci in risalita e quindi realizzarvi i passaggi artificiali per pesci; le sponde per garantire l’accesso, la percorribilità, e la pulizia; le aree limitrofe, come ad esempio uno o più specchi d’acqua originati dalle ex-cave, attualmente abbandonate e potenzialmente integrabili nel Progetto dell’ARS. Disporre di un laghetto di pesca nell’ambito dell’ARS permetterebbe di mantenere in attività l’Area anche durante il periodo invernale di chiusura della pesca ai salmonidi del fiume.
  4. Realizzazione di un incubatoio ittico di valle. La disponibilità di acqua fredda appena a valle della diga e la sua costanza nelle caratteristiche chimico-fisiche, unitamente alla disponibilità di terreni e di piccoli edifici abbandonati, danno concretezza alla possibilità di realizzare un incubatoio ittico di valle. E’ infatti evidente l’utilità di una tale struttura, dove produrre novellame di specie ittiche di pregio da utilizzare nel ripopolamento del tratto fluviale dell’ARS e, se le produzioni lo consentono, anche dell’invaso e dei corsi d’acqua della zona. L’incubatoio, oltre a produrre pesce da ripopolamento, avrebbe una importante funzione didattico-educativa.
  5. Valorizzazione turistica e fruizionale. Il Progetto presumibilmente, così come è avvenuto per altre ARS del Centro Italia (Valnerina, Presale), porterà molte presenze lungo il fiume, sia di pescatori interessati soprattutto all’attività di pesca, sia di frequentatori dell’area verde, del fiume e degli specchi d’acqua.
  6. Promozione turistica. L’ARS, che sarà opportunamente lanciata e pubblicizzata sulle riviste di settore, sul web ed altro, porterà indubbiamente anche un indotto al turismo dell’area in generale. Si pensa infatti di proporre anche la conoscenza e la visita delle città d’arte e degli innumerevoli siti e monumenti di interesse storico-culturale presenti nell’area vasta che riguarda la Valtiberina, le province di Arezzo, Perugia e Siena. Sarà quindi un ulteriore aiuto alla promozione turistica locale.
  7. Attività di monitoraggio e di ricerca applicata. Le peculiarità di questo tratto fluviale e la stessa originalità e innovazione che caratterizzano il Progetto, meritano alcune attività scientifiche che documentino quanto sta accadendo nel fiume e permettano di indirizzare la gestione nel modo più corretto. Il monitoraggio è un’azione indispensabile per verificare i cambiamenti del corso d’acqua e delle sue comunità biologiche, così come l’attecchimento ed il benessere della nuova comunità ittica che si intende insediarvi. Le possibili attività scientifiche, nel campo della ricerca applicata alla pesca e alla gestione della fauna ittica, potranno usufruire di un’occasione unica, a quanto ci consta, in Italia: un‘Area a regolamento specifico di pesca nell’ambito di una vera “tailwater”, con la possibilità di verificare molti aspetti nuovi: l’introduzione dei salmonidi, il ripopolamento delle specie ittiche di accompagnamento, gli interventi di diversificazione fluviale a favore dei pesci, l’impatto della pesca.
  8. Realizzazione e diffusione di materiale didattico-divulgativo. Tutto il materiale conoscitivo ottenuto nell’ambito del Progetto sarà organizzato ed elaborato a fini di divulgazione e didattica ambientale. Gli spunti sono molto numerosi: gli impatti antropici (diga, derivazioni idriche, artificializzazioni, cave ecc.); gli interventi di mitigazione ambientale; la riqualificazione e la valorizzazione ambientale e turistica; la fauna acquatica; i pesci e la pesca.
  9. Possibilità di sviluppare altre iniziative collegate. L’istituzione dell’ARS ed il suo avvio potranno rappresentare lo spunto per altre iniziative collegate al Progetto, quali ad esempio:
    • la realizzazione di un incubatoio ittico finalizzato alla produzione di novellame di specie ittiche destinate al ripopolamento dell’Alto Tevere e all’invaso di Montedoglio. A questo proposito sono in corso colloqui con l’Ente Irriguo Umbro – Toscano che si è dimostrato interessato e sensibile a queste iniziative e potrebbe parteciparvi mettendo a disposizione un fabbricato attualmente dismesso;
    • la valorizzazione e la possibile fruizione degli specchi d’acqua costituitisi nelle ex –cave, non solo con fini di pesca sportiva;
    • la realizzazione di percorsi per altri sport all’aria aperta: mountain-bike; passeggiate a cavallo; bird-watching.
  10. Gestione dell’ARS.La gestione dell’ARS sarà affidata alla Società “Mosca Club Alto Tevere”, con il supporto scientifico costante dell’associazione Ichthyos.Essa si ispirerà ad alcuni criteri fondamentali.
    • Nel medio-lungo periodo la comunità ittica del tratto fluviale interessato si potrà automantenere, grazie ad una gestione della pesca molto conservativa: pesca a mosca, ami senza ardiglione, catch & release, capo-trofeo.
    • La Provincia di Arezzo avrà il controllo dell’ARS, approvandone annualmente il Piano di gestione e valutando i risultati conseguiti.
    • Tutta l’attività dell’ARS, i regolamenti, le immissioni ittiche, i risultati dei monitoraggi e delle ricerche, le iniziative didattiche e di educazione ambientale, sarà costantemente alla portata e alla conoscenza di tutti, grazie ad un sito internet aggiornato e a periodiche comunicazioni alla stampa di settore.

Per la gestione dell’ARS si sottolinea la necessità della vigilanza e del controllo, che deve essere costante ed eseguito da almeno due agenti di vigilanza in grado di coprire, a turno, buona parte delle 24 ore. A due agenti dipendenti a tempo pieno o parziale potrà affiancarsi un nucleo di agenti di vigilanza volontari.

A tal proposito è auspicabile presso la Provincia di Arezzo la realizzazione di uno specifico corso per la formazione di agenti volontari di vigilanza, a cui parteciperebbero anche alcuni volontari del Mosca Club.

Le attività necessarie per il raggiungimento di tali obiettivi sono esposte sinteticamente di seguito.

Azioni previste

  1. Piano di ripopolamento:
    • Semina di un primo quantitativo di pesci adulti per l’avviamento dell’ARS;
    • Redazione del Piano pluriennale di ripopolamento;
    • Attuazione del Piano di ripopolamento.
  2. Ricostruzione della comunità ittica a valle della diga di Montedoglio
    • Redazione del Regolamento di pesca dell’ARS;
    • Redazione di Progetti finalizzati alla conservazione e all’incremento delle specie di accompagnamento (ghiozzo, vairone, barbo tiberino, lasca);
    • Attuazione dei progetti e ricostruzione comunità ittica.
  3. Riqualificazione del fiume, delle sponde e delle aree limitrofe
    • Individuazione dei tratti fluviali e delle aree da riqualificare;
    • Progettazione interventi in alveo per la diversificazione dell’habitat e l’incremento della fauna ittica;
    • Progettazione passaggi per pesci;
    • Progettazione interventi sulle sponde;
    • Progettazione interventi sulle aree limitrofe;
    • Realizzazione interventi in alveo;
    • Realizzazione interventi sulle sponde;
    • Realizzazione interventi sulle aree limitrofe, con priorità su uno specchio d’acqua (ex-cava) da inserire nella gestione dell’ARS.
  4. Realizzazione incubatoio ittico di valle
    • Studio di fattibilità e progetto preliminare
    • Progetto definitivo-esecutivo
    • Realizzazione incubatoio con attrezzature
    • Realizzazione vasche esterne di accrescimento o stabulazione riproduttori
  5. Valorizzazione turistica e fruizionale
    • Allestimento di aree attrezzate;
    • Sistemazione sentieri, piste e viabilità in generale;
    • Realizzazione ed allestimento di pannelli illustrativi nell’area di intervento;
    • Redazione, stampa e diffusione di un opuscolo informativo.
  6. Promozione turistica
    • Collaborazione con Enti di promozione turistica per la disponibilità di opuscoli e materiale illustrativo delle emergenze nell’Area vasta;
    • Ideazione di percorsi culturali integrati con percorso di pesca;
    • Diffusione delle iniziative (realizzazione sito web, stampa specializzata).
  7. Attività di monitoraggio e di ricerca applicata
    • Monitoraggio qualità fluviale (indici di qualità: IBE, protocolli biomonitoraggio USEPA)
    • Monitoraggio delle popolazioni ittiche (attecchimento specie introdotte, accrescimento, maturazione sessuale, efficacia riproduzione naturale)
    • Progetti specifici di ricerca applicata
    • Gestione di una “Tailwater” come Progetto Pilota di un particolare ed innovativo utilizzo delle acque “di coda” di una imponente diga.
  8. Realizzazione e diffusione di materiale didattico-divulgativo
    • Realizzazione e distribuzione di un cd-rom su tutte le fasi del progetto;
    • Organizzazione di un convegno aperto al pubblico;
    • Realizzazione di un sito o di pagine web dedicati al Progetto;
    • Redazione e stampa di materiale didattico relativo all’area di intervento.
  9. Possibilità di sviluppare altre iniziative collegate
    • Utilizzo specchi d’acqua delle ex-cave;
    • Integrazione con attività di altre discipline sportive e del tempo libero.
  10. Gestione dell’ARS
    • Avviamento ARS;
    • Vigilanza;
    • Gestione amministrativa.


Tempi

I tempi di realizzazione previsti sono di 5 anni. Sarà a quel punto possibile effettuare un bilancio del Progetto e valutare quindi il suo proseguimento e le eventuali modifiche.

Si prevede di svolgere le attività previste secondo il cronogramma seguente:

Anno
Azione          
1 – Piano di ripopolamento
Semina di un primo quantitativo di pesci adulti per l’avviamento dell’ARS          
Redazione del Piano pluriennale di ripopolamento          
Attuazione del Piano di ripopolamento          
2 – Ricostruzione della comunità ittica a valle della diga di Montedoglio
Redazione del Regolamento di pesca dell’ARS          
Redazione di Progetti finalizzati alla conservazione e all’incremento delle specie di accompagnamento (ghiozzo, vairone, barbo tiberino, lasca)          
Attuazione dei progetti e ricostruzione comunità ittica          
3 – Riqualificazione del fiume, delle sponde e delle aree limitrofe
Individuazione dei tratti fluviali e delle aree da riqualificare          
Progettazione interventi in alveo per la diversificazione dell’habitat e l’incremento della fauna ittica; passaggi per pesci          
Progettazione interventi sulle sponde          
Progettazione interventi sulle aree limitrofe          
Realizzazione interventi in alveo          
Realizzazione interventi sulle sponde          
Realizzazione interventi sulle aree limitrofe, con priorità su uno specchio d’acqua (ex-cava) da inserire nell’ARS          
4 – Realizzazione incubatoio ittico di valle.
Studio di fattibilità          
Progetto preliminare, definitivo-esecutivo          
Realizzazione incubatoio con attrezzature          
Realizzazione vasche esterne di accrescimento o stabulazione riproduttori          
Anno
Azione          
5 – Valorizzazione turistica e fruizionale
Allestimento di aree attrezzate          
Sistemazione sentieri, piste e viabilità in generale          
Realizzazione ed allestimento di pannelli illustrativi nell’area di intervento          
Redazione, stampa e diffusione di un opuscolo informativo          
6 – Promozione turistica
Collaborazione con Enti di promozione turistica per la disponibilità di opuscoli e materiale illustrativo delle emergenze nell’Area vasta          
Ideazione di percorsi culturali integrati con percorso di pesca          
Diffusione delle iniziative (realizzazione sito web, stampa specializzata)          
7 – Attività di monitoraggio e di ricerca applicata
Monitoraggio qualità fluviale (indici di qualità: IBE, protocolli biomonitoraggio USEPA)          
Monitoraggio delle popolazioni ittiche (attecchimento specie introdotte, accrescimento, maturazione sessuale, efficacia riproduzione naturale)          
Progetti specifici di ricerca applicata          
Gestione di una “Tailwater” come Progetto Pilota di un particolare ed innovativo utilizzo delle acque “di coda” di una imponente diga          
8 – Realizzazione e diffusione di materiale didattico-divulgativo
Realizzazione e distribuzione di un cd-rom su tutte le fasi del progetto          
Organizzazione di un convegno aperto al pubblico          
Realizzazione di un sito o di pagine web dedicati al Progetto          
Redazione e stampa di materiale didattico relativo all’area di intervento          
Anno
Azione          
9 – Possibilità di sviluppare altre iniziative collegate
Utilizzo specchi d’acqua delle ex-cave          
Integrazione con attività di altre discipline sportive e del tempo libero          
10 – Gestione dell’ARS
Avviamento ARS          
Vigilanza          
Gestione amministrativa          

Azioni prioritarie

Le Azioni prioritarie sono individuate nel cronogramma di cui sopra nell’ambito del primo anno di attività. Esse sono riferibili principalmente al punto 1-Piano di ripopolamento, alla redazione del Regolamento di Pesca (Punto 2), in parte al Punto 3- Riqualificazione del fiume, delle sponde e delle aree limitrofe, quantomeno per gli interventi in alveo inerenti più direttamente l’habitat per i pesci, 4- Realizzazione di un incubatoio ittico di valle, e ovviamente la gestione dell’ARS (Punto 10).

Enti coinvolti

ENTE COFINANZIAMENTO Competenza azioni Persone di riferimento
Regione Toscana
X
Supervisione
Controllo e verifica
PierLuigi Brunetti
Provincia di Arezzo
X
Coordinamento Progetto Affidamento incarichi professionali relativi alle attività di monitoraggio e di ricerca applicata Fabio Carini
Comunità Montana
X
Coordinamento locale Roberto Rossi
Ente Irriguo Umbro – Toscano
X
Concessione aree e/o fabbricati all’ente gestore dell’ARS Diego Zurli
Comune di Anghiari
X
Interventi di valorizzazione e miglioramento ambientale
Promozione turistica
Simone Matteagi
Comune di Sansepolcro
X
Interventi di valorizzazione e miglioramento ambientale
Promozione turistica
Massimo Canosci
Ichthyos / Mosca  Club Alto Tevere   Gestione ARS
Interventi di valorizzazione e miglioramento ambientale
Luigi Sacchini, Stefano Porcellotti, Luca Castellani, Mauro Raspini
Legambiente & GEA pcrl   Divulgazione e didattica ambientale
Promozione turistica
Realizzazione e diffusione materiale divulgativo
Sabrina Viciani, Chiara Signorini
GRAIA Srl   Piano ripopolamento
Consulenza ittiologica
Progettazione interventi di miglioramento habitat
Progetti su specie ittiche
Monitoraggio
Cesare M. Puzzi – Massimo Sartorelli

Allegato fotografico progetto